“ConfInd” Epifani contestato dagli industriali di Varese

06/06/2006
    marted� 6 giugno 2006-06-06

    Pagina 9 – Primo Piano

      IL DIBATTITO OSPITE DEGLI IMPRENDITORI IL SEGRETARIO INTERROTTO DOPO AVER CRITICATO ANCORA L’IMPIANTO DELLA LEGGE BIAGI. RIBOLLA: NIENTE TRINCEE, MA GUARDIAMO AVANTI

        Epifani contestato dagli industriali di Varese

          Dice �la Cgil ha la cultura del dovere� e la platea rumoreggia. Montezemolo: pi� considerazione e dialogo

            ROMA
            Prima un brusio e poi un crescendo di �buh�. A Varese gli industriali contestano il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. Lui cerca di ribattere a quella parte di platea che rumoreggia, poi capisce l’aria che tira e chiude in anticipo il suo intervento tra l’imbarazzo dei presenti, il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, seduto in prima fila assieme all’ex ministro Roberto Maroni, il vicepresidente per l’innovazione Pasquale Pistorio ed il presidente di Federchimica, Giorgio Squinzi. Alla fine dell’assemblea applausi per tutti, anche per il leader della Cgil, mentre Montezemolo cerca di limitare la portata dell’incidente invitando al dialogo e al rispetto tra le parti. �Sono sempre pi� convinto che il nostro paese ha bisogno pi� di ponti e meno di muri – afferma il numero uno degli industriali -. Abbiamo bisogno di condividere le cose da fare col mondo sindacale perch� la crescita dell’impresa non pu� essere disgiunta dall’interesse dei lavoratori�. Epifani � �dispiaciuto� ma non vuole drammatizzare l’accaduto. Nel pomeriggio, da Cernobbio, Montezemolo torna sulla questione per lamentarsi dell’eccessivo tam-tam mediatico e della �troppa importanza data a quanto avvenuto� a Varese. Ma l’incidente ormai c’� stato, e le reazioni arrivano a raffica da ogni parte.

              Tutto inizia quando Pistorio contesta alla Cgil il fatto di voler tutelare sempre e comunque tutti i lavoratori, anche quelli che non fanno il loro dovere. Epifani ribatte rivendicando il ruolo del sindacato e sottolineando, in particolare, �la cultura del dovere� che da sempre caratterizza �la storia della Cgil�. Dal fondo della sala si sentono i primi mugugni, che salgono di tono quando il leader della Cgil cerca di spiegare meglio il proprio pensiero ricordando che �furono gli operai che nel ‘43 difesero le fabbriche dai nazisti�. Tentativo inutile: la contestazione cresce di tono e lui rinuncia a proseguire nonostante il moderatore, il direttore del �Sole 24 Ore� Ferruccio De Bortoli, lo inviti a continuare.

                A ferire in particolare Epifani, che sempre ieri tra l’altro � tornato a criticare la legge Biagi senza suscitare alcuna reazione, � stato il fatto che la contestazione abbia toccato �una parte importante della storia del paese�. Per cui, come ha spiegato al termine dell’incontro, �se la si mette in discussione si manca di rispetto a quel pezzo di storia�. A pranzo con Montezemolo, Pistorio e tutti gli altri, il segretario della Cgil ha detto di aver �parlato d’altro�. Mentre il presidente di Confindustria ha spiegato di aver approvato il suo atteggiamento �perch� giocava fuori casa�. Alla platea degli imprenditori, nel sue conclusioni, aveva invece ricordato che �il dialogo e il confronto con i rappresentanti dei lavoratori deve avvenire nel rispetto reciproco�. Anche il presidente degli industriali di Varese ieri ha cercato di smorzare la polemica. �Epifani stava parlando del 1943 quando noi siamo proiettati al 2025 – spiega Alberto Ribolla – forse � questo che non � piaciuto tanto. Comunque nella provincia di Varese non si fanno guerre di trincea, ma si punta da sempre a rapporti sindacali franchi, sereni e costruttivi�.

                  Nel corso del suo intervento Montezemolo ha insistito molto sulla necessit� di rilanciare la concertazione per discutere di crescita. �Il dialogo � alla base di tutto, soprattutto col sindacato� ha spiegato. Epifani ha risposto con freddezza: �� prematuro parlarne, non abbiamo ancora avviato il confronto col governo�. Posizioni distanti anche sulla questione-orario. �In Italia si lavora troppo poco e in troppo pochi: ogni 5 anni di lavoro se ne perde uno rispetto agli Usa�, ha sostenuto Montezemolo. �Perch� prendere gli Usa come termine di paragone anzich� il resto d’Europa? – ha ribattuto Epifani -. Non credo sia utile raffrontare sempre il peggio e il meglio. Allora anche a me piacerebbe che i lavoratori italiani ricevessero il salario dei tedeschi�. Piena intesa invece sui conti pubblici. Il leader della Cgil giudica �insopportabile� una manovra-bis e chiede di �rinegoziare con Bruxelles i termini di rientro dal deficit�. Stessa mossa che suggerisce il numero uno di Confindustria, secondo il quale occorre �tagliare le spese e non aumentare le tasse�. Molti gli attestati di solidariet� arrivati ieri a Epifani. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ricorda che �deve sempre prevalere la logica del dialogo�, mentre il leader della Uil Luigi Angeletti parla di platea poco educata. Duro il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: �Con la rissa e con i fischi non si va da nessuna parte�. [p.bar.]