“ConfInd” Anche Epifani ha avuto la sua Vicenza

06/06/2006
    marted� 6 giugno 2006-06-06

    Pagina 3

      LEGGE BIAGI A VARESE IL LEADER CGIL FISCHIATO A UN CONVEGNO CON GLI INDUSTRIALI

        E adesso anche Epifani ha avuto la sua Vicenza

          Milano. Dopo Vicenza, Varese. �Ma non montiamone un caso�, frena Daniele Marantelli, parlamentare varesino della Quercia, esperto di questione settentrionale. �In s� l’episodio � circoscritto, niente a che vedere con lo show del Cavaliere davanti agli imprenditori vicentini. Epper� – ammette – � lo stesso sintomatico, sbaglieremmo a sinistra a sottovalutarlo�. Gi�. Intanto i fatti: Guglielmo Epifani ieri mattina � stato contestato durante l’assemblea degli industriali di Varese. Il segretario della Cgil stava partecipando a una tavola rotonda col vicepresidente di Confindustria, Pasquale Pistorio e l’ad di Mapei, Giorgio Squinzi. �Anche se in realt� la faccenda � pi� sottile�, ragiona un importante imprenditore presente in sala, �perch� l’intervento di Epifani fino a quel momento era stato anche apprezzato. Per dire: pur nella dialettica molto forte tra impresa e sindacato sulla Biagi, aveva ammesso di condividere la tesi secondo cui flessibilit� e precariet� non sono la stessa cosa e non sono sovrapponibili�. Certo, �stupisce – ha poi aggiunto – che sia proprio Confindustria a levarsi a difesa della legge 30 quando questa viene utilizzata nel manifatturiero appena nel 5% dei casi. Il che significa che forse, su alcune leggi, ci sono pi� atteggiamenti di parte che un’analisi delle reali opportunit� che portano�.

          Ecco. La contestazione nasce esattamente qui, quando Epifani porta alcuni esempi riguardanti servizi ed enti pubblici in cui secondo lui la flessibilit� non va pi� bene perch� scade nella precariet�. Pistorio, che certo non � un uomo di destra, gli fa subito notare che �alla cultura dei diritti che va difesa con i denti dovrebbe sempre corrispondere una cultura dei doveri�. Apriti cielo: Epifani replica piccato dicendo che, su questo, la Cgil ha sempre fatto la sua parte. E’ qui che parte il brusio e la contestazione. Di pi�: �ricordate che furono gli operai che nel 1943 difesero le fabbriche� dai nazisti, raddoppia. Proteste su proteste, insomma, tanto che il leader cigiellino si blocca e decide di chiudere polemicamente in anticipo il suo discorso. �Vedete – prosegue il nostro imprenditore – l’errore di Epifani � stato quello di irrigidirsi, di rivolgersi con eccesso retorico alla platea. Doveva sfumare, invece ha rilanciato richiamando ideologicamente un periodo francamente anacronistico�.

          Epifani, dopo l’incidente, � comunque rimasto in assemblea, ascoltando tutto l’intervento di Montezemolo che anzi al termine del suo discorso ha ricucito “lo strappo”, ridimensionandolo. Detto questo, per�, l’incidente di Varese � sintomatico di un malessere molto radicato qui al nord, come ammette lo stesso Marantelli. Peggio. �Purtroppo – dice – � paradigmatico di come molti imprenditori ci percepiscono: alla stregua di vetero comunisti che vogliono combattere la ricchezza e il benessere invece che la povert�. E di questo, credo, dovremmo comunque interrogarci�. Come Vicenza, �dalle prime file tutto � filato liscio – prosegue la nostra fonte – anzi, la creme di Univa ha accolto molto bene Epifani. La contestazione � partita dalle file dietro, dove c’erano anche commercianti, esponenti delle associazioni di categoria e piccoli imprenditori che hanno colto la palla al balzo per marcare il proprio malessere non solo verso il “comunista” Epifani, ma anche verso Montezemolo�.

            Naturalmente tra i vertici di Univa (il presidente � Alberto Ribolla) ieri pomeriggio vigeva il silenzio stampa. Montezemolo, che temeva una Vicenza bis, ha di fatto imposto il coprifuoco mediatico. Ma � chiaro che l’incidente segnala ancora una volta la frattura che esiste tra grandi e piccoli imprenditori che il voto di aprile ha poi enfatizzato anche in chiave geografica: nord produttivo contro resto d’Italia. Un malessere acuitosi nell’ultimo mese quando tra le fila del governo non ha trovato posto nemmeno un ministro del territorio e soprattutto � riemerso il male del nord e “l’emergenza competitivit�”, come la chiama acutamente Antonio Colombo, ex direttore generale di Univa e attuale ad dell’universit� Cattaneo di Castellanza. Cio� �completamento della legge Biagi, sblocco delle infrastrutture di mobilit�, politica delle reti, riduzione del costo del lavoro e taglio della bolletta energetica�. Tutti temi assenti dall’agenda di questo governo, almeno agli occhi del blocco dei produttori. Non bastasse, sulla contestazione di ieri ha giocato certamente anche un altro tema caldo: il referendum sulla devolution. �Comunque la si pensi – conclude Marantelli – gli imprenditori si aspettano un rilancio forte sul tema del federalismo fiscale. Se invece nel governo prevalesse la linea Scalfaro, qui al nord sarebbe la fine�.