Confesercenti: «Stop ai prezzi fino a Natale»

08/09/2004


            mercoledì 8 settembre 2004

            Pagina 34 – Economia
             
             
            Il blocco riguarderà i prodotti di largo consumo. Venturi: basta con i favori del governo alla grande distribuzione
            «Stop ai prezzi fino a Natale»
            Offerta Confesercenti. I consumatori: non basta, abbassateli

            Indagine AcNielsen: ad agosto è proseguito il calo delle vendite negli ipermercati: -3,2%
            "Il 16 settembre no cumpra´!" Parte la campagna via sms per lo sciopero della spesa

            RICCARDO DE GENNARO


            ROMA – Occhio ai prezzi del cappuccino e della brioche, della pizza Margherita e della Coca cola, delle patate e delle cipolle, ma anche dei detersivi, delle scarpe, dei maglioni. Se di qui a dicembre aumenteranno la campagna per la «Spesa amica», lanciata ieri dalla Confesercenti, avrà fallito. L´obiettivo dei commercianti guidati da Marco Venturi è di congelare i prezzi di 45 prodotti di largo consumo per oltre tre mesi. Le associazioni dei consumatori, tuttavia, protestano: «Non basta, cari commercianti dovete abbassare i prezzi». E intimano al governo: «Riducete immediatamente di cinque centesimi le accise sul prezzo dei carburanti».
            Venturi spiega che «l´iniziativa della Confesercenti non è un´iniziativa di bandiera, non riguarda soltanto gli aderenti alla nostra organizzazione, ma vale per tutti i commercianti, i quali si sono resi conto che il problema più importante è la ripresa dei consumi». È chiaro che i commercianti non si faranno carico di forti aumenti all´origine, ma la Confesercenti invita comunque a qualche sacrificio. «Il nostro non è solo un appello al senso di responsabilità dei commercianti – spiega Venturi – chiediamo anche uno sforzo concreto per combattere l´inflazione». Come dire, insomma, che se gli aumenti da parte dei produttori saranno contenuti, i commercianti dovranno anche pensare a ridurre i margini di guadagno. La cosa più importante, infatti, è la ripresa dei consumi, che – come si legge in una ricerca della Nielsen – nel mese di agosto sono diminuiti del 3,2 per cento sullo stesso mese del 2003, a conferma di un calo che dura da sei mesi (per quanto riguarda bibite e gelati ha inciso però anche la stagione meno calda rispetto all´estate 2003).

            La Confesercenti non nasconde l´intento polemico nei confronti del governo e della grande distribuzione: «Questa è la nostra risposta al piano di liberalizzazione dei saldi e degli orari dei negozi. Il suo non è altro che un favore alla grande distribuzione, che ha già il 70 per cento del mercato. Se volessero potrebbero fermare i prezzi e invece, insieme, stanno speculando per portare quella quota all´80 per cento». Quanto ai «cugini» della Confcommercio, che forse sarebbe stato più opportuno coinvolgere nell´iniziativa ai fini dell´efficacia del risultato, Venturi allarga le braccia: «Mi spiace, non riusciamo a dialogare con loro – risponde Venturi – e non per colpa nostra».

            Le associazioni dei consumatori, unite in «Intesa consumatori», giudicano insufficiente «Spesa amica». Non soltanto perché i commercianti probabilmente i prezzi li hanno già aumentati alla riapertura dei negozi, ma perché «oggi l´obiettivo non è frenare o bloccare i rincari, quanto piuttosto diminuire prezzi e tariffe». Ci vuole una terapia d´urto, dice Intesa consumatori, che conferma il boicottaggio – il 16 settembre – di negozi, bar, ristoranti, distributori di benzina che hanno deciso aumenti a scopo esclusivamente speculativo. «Prezzi alti? No cumpra´», dice il messaggio via sms a sostegno dello "sciopero".

            Le associazioni dei consumatori incalzano anche governo e Parlamento. In particolare, sollecitano iniziative immediate e strutturali, a costo zero per lo Stato, di contenimento dei prezzi e delle tariffe: ad esempio, l´abolizione dei tariffari minimi per tutti gli ordini professionali e delle rigidità all´accesso alla professione, la liberalizzazione delle licenze per i negozi, il congelamento di un paniere dei prodotti a largo consumo fino a tutto il primo semestre 2005, iniziative per contrastare gli aumenti speculativi degli affitti. Quanto al problema benzina, oltre alla riduzione delle accise di cinque centesimi, i consumatori chiedono l´apertura di distributori nelle aree dei grandi supermercati e prezzi più visibili.