Confesercenti: «Sottocosto, no a rinvii sul decreto»

13/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Confesercenti si appella al ministro Marzano

    «Sottocosto, no a rinvii sul decreto»
    Vincenzo Chierchia
    MILANO – La Confesercenti scende in campo per difendere l’entrata in vigore, il 25 ottobre, del decreto che regolamenta il divieto di vendite sottocosto, prendendo così le distanze dalle associazioni dell’industria e del commercio che nei giorni scorsi hanno invece chiesto al ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, una proroga almeno fino ad aprile. Anche da parte di alcune piccole e medie imprese del settore alimentare (in particolare Bistefani e Balocco) si registrano dissensi sull’opportunità della proroga. Con una lettera inviata a Marzano, il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, ha quindi lanciato un appello perchè la data del 25 ottobre resti improrogabile. «Garantire l’ordinaria applicabilità del regolamento – sottolinea Venturi nella lettera – significherà per il Governo lanciare un segnale forte, che indichi chiaramente l’intendimento di perseverare sulla linea della riprovazione dei comportamenti considerati finora scorretti, tanto da consentire un’azione di repressione per concorrenza sleale». Va ricordato che Confesercenti, insieme ad altre associazioni del macrosettore del largo consumo (Centromarca, Confcommercio e Confindustria in pole position) è schierata contro la pratica delle vendite sottocosto. E nella missiva inviata al Governo, Confesercenti richiede anche misure più restrittive. «Il provvedimento adottato è da ritenere ancora insufficiente – aggiunge Venturi -. Il regolamento, vietando le vendite sottocosto solo qualora effettuate da un esercizio commerciale che, da solo o congiuntamente al gruppo di cui fa parte, detenga una quota superiore al 50% della superficie di vendita complessiva esistente nel territorio della provincia va a colpire limitatissime situazioni, che potevano già essere contrastate attraverso l’Autorità antitrust sotto il profilo dell’abuso di posizione dominante». A questo punto c’è il nodo della capacità operativa dei Comuni: sarà ben difficile, visti gli organici e le numerose mansioni degli addetti alla vigilanza sulle attività commerciali – si legge nella lettera – valutare, sulla base dei contratti esibiti dalle imprese, se gli sconti riconosciuti dai fornitori sul prezzo di acquisto siano o meno riconducibili allo specifico prodotto. Da tenere nel debito conto che ci sono incertezze sul testo del decreto. «Vogliamo segnalare le difficoltà dei sindaci – denuncia Venturi – cui spetta la competenza delle sanzioni, stanti le incertezze interpretative, e la scarsità degli organici dei Corpi di vigilanza in rapporto alla complessità e quantità delle operazioni di verifica da effettuare, il pericolo di rivalsa da parte delle imprese in caso di sospensione delle attività per la particolare gravità dell’infrazione o recidiva; riteniamo pertanto che il ministero dovrebbe rendersi promotore di un’azione di informazione e sensibilizzazione nei confronti dei sindaci e dei consumatori». Confesercenti sottolinea l’utilità di un accordo Anci-Camere di commercio, sotto l’egida del Governo, per garantire ai Comuni di disporre delle necessarie professionalità nell’attività di vigilanza e verifica. Hanno manifestato valutazioni contrarie alla proroga del decreto sul sottocosto anche Eugenio Viale, deputato di Forza Italia e uno dei titolari della Bistefani, e Alberto Balocco, amministratore delegato dell’omonima azienda dolciaria.
    Giovedí 13 Settembre 2001
 
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