Confesercenti: serve un piano per i consumi

01/04/2004



sezione: ECONOMIA ITALIANA

data: 2004-04-01 – pag: 20
autore: BARBARA FIAMMERI

Confesercenti: serve un piano per i consumi
    ROMA • La situazione economica peggiora, occorre rilanciare lo sviluppo incrementando i consumi e per questo si deve arrivare velocemente alla riduzione del carico fiscale. Cominciando però «non dai redditi alti ma dalle fasce intermedie che sono quelle che consumano mentre i più ricchi utilizzerebbero i risparmi fiscali per comprare altri immobili». È questo l’invito che Marco Venturi, presidente della Confesercenti, ha rivolto ieri al Governo in occasione della conferenza nazionale sul commercio. Il leader dei commercianti si è apertamente schierato con le ipotesi presentate dal vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, e ha invece criticato il piano di rilancio presentato a Cernobbio da Berlusconi su fisco e festività. Il malessere del commercio emerge peraltro anche dai dati di un sondaggio della Swg. Per gran parte degli intervistati si assiste a un peggioramento dell’economia; i commercianti dicono che per rilanciare i consumi occorre non solo tagliare le tasse ma anche aumentare salari e stipendi. Nel sondaggio veniva inoltre chiesto un giudizio sull’attività finora svolta da istituzioni e realtà di forte impatto. Ebbene, nessuno ha ottenuto la sufficienza: 4,6 il Governo, 3,9 l’opposizione, 4,3 il Parlamento tra 3 e 4 le banche; a guadagnarsi i voti migliori sono stati la Ue (5,6) e l’Euro (5). Nella sua relazione Venturi ha particolarmente insistito anche sulla necessità di rafforzare la lotta alla criminalità che i commercianti pongono tra le priorità (dopo la riforma fiscale) per il futuro. A questo proposito Pierluigi Bersani, responsabile economico dei Ds e autore della riforma del commercio che porta il suo nome, ha detto: «È un tema che è scomparso eppure pesa moltissimo sull’attività delle imprese commerciali, è l’ulteriore prova del distacco tra governo del Paese e realtà dei fatti». Bersani ha poi concodiviso le critiche di Venturi al Premier sulla riduzione dell’aliquota al 33 per cento. E sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso per la Margherita Enrico Letta. Fisco e sviluppo hanno tenuto banco nel corso della Conferenza. Il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Bruno Tabacci (Udc) ha sottolineato che prima di promettere riduzioni delle imposte bisogna aver chiaro dove reperire le mancate entrate: «La politica deve tener conto degli impegni presi in sede europea e il superamento dell’interpretazione del Patto di stabilità non può che essere coordinato con gli altri Paesi che aderiscono all’euro». Infine, Rocco Buttiglione, ministro per le Politiche comunitarie, concludendo la prima giornata di lavori, ha ribadito che «la riduzione della pressione fiscale fa parte del nostro programma e tutti noi vogliamo tener fede al programma elettorale. Ci domandiamo se siamo in condizione ora di farlo, senza tagliare la spesa pubblica».