CONFERENZA TURISMO: UN ERRORE ANNULLARLA

29/09/2000

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Federazioni lavoratori commercio turismo servizi

29 SETTEMBRE 2000

CONFERENZA TURISMO: UN ERRORE ANNULLARLA

Le notizie pubblicate oggi dal “Sole 24 ore” circa un tentativo, da parte di alcune Regioni e delle forze politiche della Casa delle Libertà, di imporre l’annullamento della Conferenza nazionale del Turismo, programmata dal Governo per i giorni 12 e 13 ottobre, non possono che destare la massima preoccupazione.

Come rappresentanti dei lavoratori dipendenti, del settore e non solo, pensiamo si tratterebbe di un gravissimo errore: è dalla fine degli anni ’80 che il Paese non ha un’occasione generale per discutere dello stato di un settore che tutti, all’occorrenza, si sbracciano a definire strategico. Peraltro, il programma, come stampato nella stessa pagina del “Sole 24 ore”, rende appieno giustizia al ruolo e alle competenze che la Costituzione, e la stessa versione della futura legge quadro riconoscono alle Regioni: di qui un sospetto di polverone politico che non possiamo accettare.

E’ in stato di discussione finale un progetto di riforma della legge quadro che va nel senso, da noi condiviso fin dall’inizio, di rafforzare le competenze regionali in materia, ma anche di valorizzare, attraverso la definizione dei sistemi turistici locali, la dimensione territoriale del turismo, unica variabile davvero decisiva per cogliere le intersettorialità e la dimensione trasversale che devono essere la vera caratteristica di una politica vincente per il turismo. Il turista sceglie l’Italia per via del suo territorio, non del singolo monumento o del clima.

Le organizzazioni sindacali confederali sono al punto convinte di questo assunto che hanno costruito le loro mediazioni contrattuali sul valore della generalizzazione del secondo livello di contrattazione territoriale.

Per questi motivi è doveroso respingere, da parte del Governo, respingere ogni tentativo di slittamento o peggio di annullamento della Conferenza, ed è compito di tutte le forze parlamentare fare quanto in loro potere per una sollecita approvazione della riforma della legge quadro sul turismo.