Conferenza Organizzazione Cgil: Gabrielli, verso un cambiamento culturale

18/09/2015

Durante la Conferenza di Organizzazione della Cgil, organizzata a Roma il 17 e 18 settembre, è intervenuta Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil.

Parole semplici, ma schiette con le quali ha voluto portare all’attenzione della platea, temi delicati ma che necessitano di un’attenzione non più rinviabile.

Il vento del cambiamento che ha attraversato la conferenza, trova favorevole la segretaria, con alcuni punti fondamentali da non tralasciare: “Per far avanzare un cambiamento, dovremmo lavorare su noi stessi, in questi anni abbiamo spesso strutturato una modalità di lavoro a compartimenti, ognuno provando a dare e costruire risposte  ai lavoratori dentro il perimetro delle proprie categorie, mentre i problemi che avanzavano assumevano già una dimensione più generale e trasversale.”

Secondo Maria Grazia Gabrielli c’è bisogno, “di un cambio culturale, di un diverso approccio, di uno spazio comune per affinare e riuscire a parlare gli stessi linguaggi, per ridurre le distanze tra di noi.”

Si poteva, per esempio, affrontare diversamente la questione degli appalti durante la raccolta delle firme di qualche mese fa: “Quella doveva essere una grande occasione per essere i protagonisti di una sfida  per l’inclusione, per la ricomposizione  del mondo del lavoro, per dire di quale modello di impresa il paese ha bisogno, per affrontare i problemi della illegalità diffusa che umilia il paese e le persone, che genera lavoro comprimendo diritti e tutele e lavoro povero.”
Perchéil sistema degli appalti ha assunto ormai una dimensione trasversale da cui nessun settore è esente.”

I cambiamenti passano attraverso una diversa lettura e partecipazione. L’attacco di questi anni alla pubblica amministrazione e alla scuola non possono essere un problema delle categorie di riferimento, perché la scuola pubblica è diritto all’istruzione, è l’investimento per le giovani generazioni e per il paese. Come la riforma della pubblica amministrazione porta con se non solo la condizione dei dipendenti pubblici senza contratto, ma il dramma di un arretramento e peggioramento dei servizi alle persone, a partire dalla sanità.”

“Anche discutere di politiche industriali, di dove si investe di quale sviluppo riteniamo necessario, non è problema delle sole categorie dell’industria. Perché il rivendicare investimenti, un piano di sviluppo per questo paese porta con se come fai gli investimenti, quali impatti hai negli altri settori compreso il turismo che a forza, abbiamo fatto entrare nelle nostre discussioni nelle tematiche dello sviluppo stesso. In un paese che detiene ottomila KM di costa, un patrimonio paesaggistico “precario anche esso” che copre il 10% del territorio, 51 siti UNESCO, il più grande patrimonio artistico e culturale dove lavorano giovani spesso laureati precari che escono anche dalle nostre Università. E’ una questione della sola FILCAMS?”

Importante per la segretaria del terziario è “confermare la centralità del territorio e delle Camere del Lavoro, perchè sono e resteranno nostri punti di forza. Perché nelle nostre sedi territoriali sanno bene che il lavoratore non è un twett, non è un  ologramma, ma una persona in carne ed ossa che ha bisogno di parlare, di avere risposte, di superare la solitudine del disagio quando non hai la casa, quando perdi il lavoro, quando ti vedi negata una condizione di lavoro regolare.”

Un’analisi critica, ma costruttiva delle dinamiche interne al sindacato, ma non mancano i riferimenti alla situazione del paese: “Ora soffia il vento dell’ottimismo della crescita, una narrazione romantica che continua a scontrarsi con una verità scomoda e preoccupante perché i problemi  - che minano la stabilità economica e sociale del paese – continuano a non essere aggrediti: la crescita della povertà, la disuguaglianza nella distribuzione delle ricchezze, l’evasione, la corruzione e le forme diverse di illegalità.  Sono ancora li, come è evidente:  il lavoro nero, il caporalato e lo sfruttamento delle persone e una percentuale di disoccupazione giovanile a due cifre.”

La Filcams ogni giorno affronta il dramma dei giovani e meno giovani con contratti Part Time involontari che condizionano le loro vite e le scelte di oggi, le lotte per mantenere anche un’ora di lavoro ad ogni cambio appalto di un salario sempre più ridimensionato come conseguenza spesso dei tagli della spending review e del massimo ribasso.

“Certo la nostra narrazione è meno accattivante e competitiva” ha affermato Gabrielli, “ma nel continuare a denunciare e proporre soluzioni in questa direzione abbiamo l’obiettivo di credere e declinare un paese che ricostruisce e non tradisce i principi di solidarietà, di eguaglianza, del diritto al lavoro, della qualità e dignità del lavoro, che non lascia davvero indietro nessuno.”

E per farlo, non possiamo lasciare indietro Il Nuovo Statuto dei Lavoratori: “Per i settori che rappresentiamo una vastissima area di lavoratori e lavoratrici non ha mai avuto l’applicazione dell’articolo 18, ciò nonostante, la manomissione totale dello Statuto dei lavoratori è l’attacco più profondo al lavoro che sia mai stato fatto. Un indicatore di civiltà di un paese che è stato destrutturato come, per altri versi, vengono attaccati altri indicatori di civiltà come la scuola pubblica e la pubblica amministrazione a partire dalla sanità.

E allora la questione del Nuovo Statuto delle lavoratrici e lavoratori diventa centrale. Non è solo la sua costruzione tecnico-giuridica,  ma è la necessità che viva ancora prima e che possa essere riconosciuto come progetto collettivo,  come messaggio di un percorso possibile,  che parli ai giovani e meno giovani ai lavoratori dipendenti, ai free lance  alle partite IVA.”

“Dobbiamo tornare fuori dalle nostre mura, credere ad una sfida possibile che parli all’esterno, che possa diventare collante di una nuova comunicazione e relazione con i giovani, con i lavoratori, con i precari e con il paese.”

ASCOLTA L’INTERVENTO INTEGRALE DI MARIA GRAZIA GABRIELLI