Conferenza lavoro. Morese: «Nuova concertazione per superare i veti»

29/01/2001

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Domenica 28 Gennaio 2001
italia – politica
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La Conferenza nazionale del lavoro
Per Morese lo stallo non fa bene né alle imprese né all’occupazione «Nuova concertazione per superare i veti»

ROMA Assicura che non sarà un’autocelebrazione ma un momento di verifica e di sintesi che non escluderà anche l’autocritica. Un’occasione nata soprattutto per rilanciare il dialogo sociale sui grandi temi. Raffaele Morese, sottosegretario al Lavoro, è da tempo che organizza la Conferenza nazionale del lavoro in programma a Roma da martedì prossimo fino al primo febbraio, un appuntamento che arriva proprio a ridosso della fine di legislatura, in piena campagna elettorale.

Questa Conferenza arriva tardi o è un bilancio del lavoro fatto?

Abbiamo sentito l’esigenza di mettere insieme tutte le esperienze e tutti i soggetti coinvolti dalle varie riforme fatte in questi anni: dagli enti locali alle parti sociali al mondo del no-profit. Per esempio, sui servizi per l’impiego, che sono uno snodo cruciale per il mercato del lavoro, c’è ancora molto bisogno della partecipazione e coinvolgimento di tutti gli attori per riempirla di contenuti.

Infatti è ancora incompiuta…

È chiaro che non siamo al termine del processo ma nel mezzo. Diciamo che tutti i pezzi sono stati collocati al posto giusto e ora devono produrre risultati. È chiaro che senza sindacati, senza imprese, senza enti locali, l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro non funziona. Così come sulla formazione: le risorse sono state stanziate, è stato dato grande spazio agli enti bilaterali ma poi occorre l’impegno vero dei protagonisti. Questa Conferenza, quindi, nasce per rafforzare un senso di governo collettivo delle riforme e del cambiamento.

Ma fino a oggi non c’è stata grande sintonia tra gli attori sociali. Sia tra sindacati che con le imprese non sono mancate occasioni di divisione e conflitto…

Ma si possono difendere al meglio le proprie idee e, allo stesso tempo, anche cercare di costruire una sintesi. Se in passato è prevalsa la tendenza al conflitto, allora questa è l’occasione giusta per rilanciare l’esigenza di un grande accordo sulle questioni di lavoro e Welfare abbandonando la logica delle interdizioni.

Vuol dire che la Conferenza sarà un’occasione per far rinascere la concertazione, un nuovo accordo di luglio?

Sì. C’è l’esigenza di rilanciare il dialogo sociale non più su piccole cose ma a tutto campo attraversando i temi cruciali del lavoro e confermando il ruolo delle parti sociali.

Ma i temi cruciali sono la previdenza e il Tfr, la flessibilità, il sommerso, il divario Nord/Sud. Temi su cui il Governo non è riuscito ad allestire un tavolo come alcuni chiedevano…

Il fatto è che una "nuova" concertazione ha bisogno della prospettiva di un Governo stabile e duraturo. Quando si è a fine legislatura è più difficile esercitare capacità progettuali. Le situazioni di stallo, però, non aiutano nessuno né le imprese né i lavoratori.

Le diversità e la difficoltà di trovare una sintesi sui temi del lavoro è però anche del Centro-sinistra come dimostra l’ultimo dibattito sulla mobilità Nord/Sud…

Quella del Centro-sinistra è stata una delle legislature più pro-labour. E uno dei caposaldi è stata la concertazione su cui dovrà fondarsi anche un prossimo Governo di Centro-sinistra. Se è stato difficile in alcuni momenti trovare una sintesi e arrivare a un risultato è stato anche perché bisognava picconare situazioni consolidate rompendo le resistenze di alcuni. Ma c’è stato anche un problema di risorse che ha complicato il cammino e non ha concesso operazioni più ardite.

Cosa le fa pensare che le resistenze di cui parla saranno vinte?

Perché, come dicevo, lo stallo non fa bene a nessuno né al sindacato, né ai lavoratori. E perché ci sarà la possibilità di destinare più risorse anche su questi fronti.

—firma—Lina Palmerini