Confederazioni: via libera al protocollo welfare

13/09/2007
    giovedì 13 settembre 2007

    Pagina 3 – Economia

    Confederazioni
    Via libera al protocollo welfare
    ora assemblee e voto dei lavoratori

      I direttivi unitari di Cgil, Cisl e Uil hanno approvato l’intesa sul welfare del 23 luglio scorso che sarà ora sottoposta a referendum tra lavoratori e pensionati. Da ieri, dunque, è formalmente partita la macchina organizzativa che dovrà gestire la consultazione tra tutti i lavoratori e i pensionati.

      Da lunedì inizierà la serie di assemblee nei luoghi di lavoro e nella sedi territoriali dei sindacati, con l’obiettivo di coinvolgere non soltanto i lavoratori dipendenti delle grandi aziende ma anche i pensionati, gli addetti delle piccole e medie imprese e tutto il lavoro “diffuso”.

      La maratona di incontri e discussioni proseguirà fino a tutta la prima settimana di ottobre, dopodiché, dall’8 al 10 del mese prossimo, saranno aperti i seggi per il voto, sia nei luoghi di lavoro sia nelle sedi sindacali. Per partecipare alla consultazione sarà necessario esibire la propria busta paga, il proprio libretto pensionistico o, nel caso di lavoratori precari, la documentazione che testimonia dell’attività in corso. A tutti sarà consegnata una scheda sulla quale esprimere il proprio si o no.

      Le urne saranno aperte per la conta dei voti il 10 ottobre e lo spoglio sarà organizzato su base territoriale: i risultati di ogni seggio convergeranno alle commissioni regionali unitarie che, a loro volta, gireranno i verbali con l’esito del voto alla commissione nazionale di Cgil, Cisl e Uil, che già nel pomeriggio del 12 ottobre dovrebbe essere in grado di fornire il risultato finale. «Non è la prima volta che organizziamo una consultazione di questo tipo – ricorda Carla Cantone, segretaria confederale della Cgil – e ci adopereremo affinché tutto si svolga nella massima correttezza e trasparenza. La cosa più importante è la partecipazione di milioni di lavoratori e pensionati e noi chiediamo di votare sì all’accordo, perché questo consentirà di proseguire con più forza l’azione sindacale ed eviterà che nell’iter parlamentare quell’accordo subisca modifiche in peggio».

    gp.r.