Confcommercio: vendite al palo Consumatori: il governo si muova

04/03/2011

Ancora nessuna inversione di tendenza sulla ripresa dei consumi delle famiglie. Sono ancora in una fase di «stagnazione». Lo dimostrano i dati di gennaio che segnano un calo dello 0,1%. È quanto emerge dall’osservatorio Censis- Confcommercio su consumi e clima di fiducia. «Nonostante emergano alcuni, parziali, segnali positivi sui comportamenti di spesa – spiega l’indagine – non si registra ancora quella spinta propulsiva necessaria a segnare un’ inversione di tendenza vera e propria e a prevalere è un atteggiamento generale di prudenza e moderazione delle spese che configura una fase di ripresa economica ancora debole ». I consumi delle famiglie sono ancora «molto deboli», spiega Confcommercio. Stando alla rilevazione, a gennaio 2011 sono i beni e servizi per la mobilità che registrano la flessione maggiore (-1,8%); giù anche le spese per alimentari, bevande e tabacchi (-1%); lieve flessione per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-0,2%). A controbilanciare le perdite sono soprattutto i beni e servizi per le comunicazioni (+1,6%), i beni e servizi ricreativi (+0,5%) e le spese per abbigliamento e calzature (+0,4%). «Siamo in sostanziale stagnazione dei consumi», commenta Confcommercio. «È l’ennesimo dato con segnomenosull’andamento della nostra economia», attaccano Adusbef e Federconsumatori, che ricordano come negli ultimi anni i consumi si sono contratti del 6% e il potere di acquisto delle famiglie del -9,6% dal 2007 ad oggi. Mentre altri rincari si aggiungeranno. «Il governo si muova e faccia qualcosa per rilanciare la domanda interna».