Confcommercio: Una ripresa senza sviluppo

19/03/2007
    sabato 17 marzo 2007

    Pagina 10 – Economia e Politica

      Confcommercio detta dal meeting di Cernobbio le priorità per l’Italia nel 2007

        Una ripresa senza sviluppo

          Sangalli: mano all’Irpef per rilanciare i consumi

            Scarso ottimismo su pil e previsioni economiche; fisco sotto accusa per i consumi al palo; ripresa da trasformare in crescita mettendo mano all’Irpef; apertura alle liberalizzazioni ´fatte bene’; sì alla riforma elettorale ´per guadagnarne in credibilità’.

              All’assise di Confcommercio a Cernobbio i temi caldi del Sistema Italia vengono a galla e il presidente, Carlo Sangalli, non risparmia critiche e incoraggiamenti.

                Pil e liberalizzazioni

                  ´La crescita del pil dell’1,9% nel 2006 non deve indurre l’Italia a cullarsi sugli allori’, dice il numero uno di Confcommercio, ´perché l’attuale ripresa ha limiti ben precisi di origine strutturale: primo fra tutti la persistente debolezza della domanda interna e in particolare dei consumi delle famiglie’. Sulle prospettive di crescita del pil, che la Confcommercio stima dell’1,5% nel 2007 e dell’1,9% nel 2008, pesa infatti la competitività difficile del sistema-Paese. Secondo l’associazione la mancata crescita del pil dipende dalla questione demografica e dalla produttività ´troppo bassa’ nei servizi. Per questo le liberalizzazioni sono fondamentali se ´fatte bene’. ´Bisogna passare alle liberalizzazioni strategiche’, dice Sangalli, ´quella dei servizi pubblici locali o quella dei mercati dell’energia, necessarie per un’Italia competitiva, più competitiva’.

                    Mano all’Irpef

                      La ripresa italiana è trainata, secondo Confcommercio ´dall’export e dall’aggancio tra tanta parte del sistema manifatturiero italiano e l’economia tedesca’. Ma basta guardare i dati Istat sul quarto trimestre del 2006 per rendersi conto che ´la spesa della famiglia resta al palo’. Sotto accusa l’elevato carico fiscale e l’incertezza sul futuro reddito e sul sistema pensionistico: nel prossimo biennio la spesa delle famiglie in tlc crescerà del 3,2%, quella legata a formazione, ricreazione e cultura del 2% mentre l’area mobili e abbigliamento sarà pesantemente frenata.

                        Sangalli dà la sua formula per trasformare la ripresa in crescita: ´Tagliare di un punto l’anno per tre anni le aliquote Irpef’, dice, ´sarebbe un passaggio importante per consolidare la crescita e avere una ripresa più marcata e il surplus di entrate fiscali potrebbe andare alle famiglie’.

                          Banche e imprese

                            Nel difficile rapporto tra banche e imprese il presidente di Confcommercio non parla di ´anno zero’, ma della consapevolezza ´che c’è ancora molto da fare’. ´Lo ricorda costantemente il governatore Draghi, e il presidente dell’Abi Faissola’, dice, ´che ha auspicato che le economie di scala, attraverso le concentrazioni in atto, consentano di trasferire ai clienti parte dei benefici’. Il numero uno di Confcommercio va oltre l’auspicio: ´Vi è la necessità e l’urgenza che ciò avvenga soprattutto ora’, dice, ´a fronte cioè di una fase di rialzo dei tassi di interesse che avrà impatti tanto sul costo del servizio del debito pubblico italiano, quanto sui bilanci delle imprese e delle famiglie alle prese con il rincaro delle rate dei mutui immobiliari’.

                              Riforma elettorale

                                Infine, la legge elettorale. ´Per la politica economica nulla è più importante della credibilità di lungo termine e a questo proposito’, dice, ´bisogna richiamare la responsabilità della politica nell’affrontare il nodo della riforma elettorale perché una politica economica di lungo termine richiede stabilità di governo, maggioranze parlamentari adeguate e, soprattutto, programmaticamente coerenti’.