“Confcommercio” Un forziere da 50 milioni

07/10/2005
    venerdì 7 ottobre 2005

    ECONOMIA ITALIANA – Pagina 18

    CONFCOMMERCIO – Le risorse transitate in dieci anni dal fondo del presidente Billè

      Un forziere da 50 milioni

        Il sistema alimentato dalla previdenza integrativa sui dirigenti – Ispezioni della GdF

          Vincenzo Chierchia

            MILANO – Nel «fondo del presidente» della Confcommercio, Sergio Billè, potrebbero essere transitati in un decennio circa 50 milioni di euro, forse anche il doppio, distribuiti in vari conti bancari. Ma ovviamente certezze non ve ne sono. L’operazione di compravendita dell’immobile di Via Lima a Roma destinato alla nuova sede della Confederazione presieduta dal 1985 da Billè, del valore di 39 milioni, è stata effettuata da un conto di Banca Esperia – come hanno accertato i magistrati di Milano – all’indirizzo della Garlsson di Stefano Ricucci; l’acquisto di titoli Rcs (3 milioni di controvalore e 450mila euro di plusvalenza) sarebbe partito da Paribas. Operazioni ora al setaccio dei magistrati di Milano. E intanto, secondo indiscrezioni, i militari della Guardia di Finanza avrebbero fatto visita di recente ad alcune strutture di Confcommercio.

            Negli ultimi dieci anni le disponibilità finanziarie del fondo extrabilancio sarebbero aumentate decisamente: intorno alla metà degli anni 90, infatti, la dote si sarebbe aggirata attorno ai 20 miliardi di vecchie lire, ossia una decina di milioni di euro.

            Ad alimentare il fondo contribuisce il complesso meccanismo della previdenza integrativa dei dirigenti del settore terziario, circa 20mila rappresentati dall’associazione ManagerItalia. «I dirigenti e le imprese dei servizi assicurano una contribuzione ai fondi Mario Negri e Mario Besusso – spiega Claudio Pasini, presidente di ManagerItalia -. Si tratta di fondi previdenziali che peraltro esistono da tanto tempo: il Besusso è stato costituito nel 1948 e il Negri nel 1956. I dirigenti hanno poi fondi per la formazione, il Cfmt, e l’assistenza sanitaria, il Pastore».

            Dunque, i dirigenti versano i contributi, ma poi una parte delle risorse ritorna alle associazioni. «I contratti sono stati siglati con Confcommercio e con Confetra per quanto riguarda le aziende di trasporto – aggiunge Pasini -. In particolare, la contribuzione dei dirigenti ai due fondi previdenziali, il Negri e il Besusso, prevede una cosiddetta quota di servizio. Si tratta di risorse che vengono stornate in favore di ManagerItalia, ad esempio, o di Confcommerio. Questi fondi tornano alle associazioni e servono per gli scopi più disparati, dall’assistenza legale alle attività promozionali, e concorrono, almeno in ManagerItalia, alla formazione del bilancio».

            Pasini non specifica però quale sia il valore della quota di servizio («Si tratta dell’esito di una contrattazione tra le parti ed è decisamente riservata») ma sottolinea che in media un dirigente (con il concorso rilevante delle aziende) versa, ai fondi Negri e Besusso circa 10.500 euro all’anno. Secondo il regolamento del Negri la quota di servizio per ManagerItalia è dell’1% (per i commercianti si tratterebbe di una quota globale non lontano dal 2%). «Confcommercio riceve la sua parte di risorse – aggiunge Pasini – che viene versata sui conti indicati dalla Confederazione».

            Secondo una stima di larga massima, dalla quota di servizio sulla previdenza integrativa dei manager potrebbero quindi arrivare in direzione di Confcommercio circa 4 milioni di euro l’anno. Secondo indiscrezioni che circolano nell’ambito della Confederazione dei commercianti, nell’arco di un decennio sarebbero transitati, nel complesso, circa 50 milioni di euro di oggi. Altre risorse sarebbero arrivate – ma per ora non vi sono conferme ufficiali – dai fondi di pertinenza dei quadri come il Cuas, ad esempio, che negli anni scorsi ha vissuto anche dei momenti di difficoltà.

            Consistenza e gestione del «fondo del presidente» saranno al centro del Consiglio confederale di Confcommercio in programma martedì, nel pomeriggio, dopo l’incontro in mattinata con il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Una riunione che si annuncia importante per chiarire i nodi irrisolti.

            Interpellati, numerosi componenti della Giunta e del Comitato di presidenza di Confcommercio hanno confermato di essere stati all’oscuro della gestione del «fondo», degli investimenti azionari e delle compravendite immobiliari. «Sicuramente c’è bisogno di una grande operazione di trasparenza», commenta Pietro Blondi, presidente dei commercianti dell’Emilia-Romagna e componente della Giunta e del Comitato di presidenza di Confcommercio. «Bisogna far luce in tempi rapidi sui nodi dell’organizzazione – aggiunge – e per questo motivo la Giunta ha deciso l’istituzione di una commissione ad hoc. Non ho mai avuto informazioni sulla gestione dei fondi extra bilancio, sulla quale peraltro i revisori dei conti si sono chiamati fuori. Quindi è l’ora della chiarezza, ed è bene che ci si confronti apertamente. Non è possibile che non si sappia nulla della consistenza e della gestione di risorse che dovrebbero essere utilizzate per scopi dichiarati della Confederazione».