Confcommercio, sì con riserve alla delega su riforma Tfr

08/04/2003



              Martedí 08 Aprile 2003
              PREVIDENZA
              Confcommercio, sì con riserve alla delega sulla riforma del Tfr
              Billè: «Servono misure compensative» – Rischio-decontribuzione


              MILANO – No alla parificazione tra fondi negoziali e aperti, quindi trasferimento del Tfr condizionato e, infine, «un’aliquota di scopo» a carico della collettività per sostenere i costi della decontribuzione per i nuovi assunti. Con questi paletti la Confcommercio entra nel dibattito sulla delega previdenziale approvata dalla Camera e in discussione al Senato, rilevando che «le modifiche apportate all’impianto originario» del provvedimento hanno «alterato l’accordo raggiunto» tra il Governo e le parti sociali. Non una bocciatura vera e propria alla delega, dunque, ma un’approvazione con molte riserve e non di poco conto. «In particolare – ha detto ieri il presidente di Confcommercio, Sergio Billé, intervenuto a Milano a un convegno della Bocconi sulla previdenza complementare nel terziario e nel turismo – non è coerente con le linee concordate la proposta di porre sullo stesso piano i fondi chiusi e i fondi aperti, ignorando le peculiarità e la finalità sociale propria delle previdenza integrativa che nasce dalla contrattazione collettiva». In quest’ottica, per Billé il trasferimento del Tfr ai fondi pensione è condivisibile solo a quattro condizioni. «In primo luogo – ha detto il presidente di Confcommercio – occorre prevedere compensazioni a favore delle aziende in termini di agevolazioni contributive, fiscali e per l’accesso al credito». Quindi, nello specifico del lavoro autonomo, «servono incentivi anche nei confronti di artigiani e commercianti, penalizzati da meccanismi di deducibilità fiscale inadeguati e dall’impossibilità di destinare a tale scopo le risorse derivanti dal Tfr». Quindi è necessario «superare i principi di volontarietà nell’adesione ai fondi negoziali, le cui differenziazioni rispetto a quelli aperti devono essere riaffermate dalla delega». Billé ha quindi manifestato le proprie perplessità, in prospettiva, anche su un’altra misura inserita nel disegno di legge: la decontribuzione per i nuovi assunti quale incentivo alla diffusione della previdenza complementare tra i giovani: «Anche se condivisibili sul versante del costo del lavoro, i meccanismi di decontribuzione – ha spiegato – determinano un maggiore squilibrio tra le entrate e le uscite dei bilanci previdenziali obbligatori e creano le premesse per futuri aggravi sul sistema di finanziamento a carico delle imprese». Per il presidente della Confcommercio, «se non saranno definiti con chiarezza i criteri per individuare le risorse dirette a garantire gli equilibri del sistema previdenziale obbligatorio, si rischierebbe di influire negativamente sul processo di razionalizzazione del costo del lavoro che si vorrebbe avviare». Da qui la proposta: «Sarebbe più coerente prevedere una maggiore integrazione tra sistema previdenziale e sistema fiscale, sostenendo l’ulteriore spesa pensionistica attraverso un’aliquota di scopo che intervenga a sostenere il sistema pubblico in maniera trasparente e coinvolga l’intera collettività». Una scelta – ha affermato Billé, concludendo il suo intervento alla Bocconi – «che avrebbe il pregio di evitare contrapposizioni tra settori produttivi, tra giovani e anziani e faciliterebbe il rispetto del patto intergenerazionale».
              MARCO PERUZZI