“Confcommercio” Sei miliardi di euro per la tavola di Natale

18/12/2006
    domenica 17 dicembre 2006

      Pagina 16 – Economia & Lavoro

      Sei miliardi di euro
      per la tavola di Natale

        In media, nel mese di dicembre, ogni famiglia
        spender� in prodotti alimentari 750 euro

          CARISSIMO NATALE – Pi� di 6 miliardi di euro saranno spesi per l’acquisto di prodotti alimentari e oltre 9 miliardi per i non alimentari. Quasi 10,5 miliardi saranno �assorbiti� dal pagamento dell’Ici e delle rate per acquisti gi� effettuati, oltre 1 miliardo solo per gli spostamenti in macchina, parcheggio compreso, legati allo shopping natalizio.

          Ammonta a 750 euro a famiglia la spesa media a dicembre per i prodotti alimentari, in crescita costante dal 2002, soprattutto nel sud. Rispetto all’anno scorso, cresce la quota di alimentari nel �paniere� di acquisti legati al Natale (dal 39,3% al 40%), diminuisce leggermente quella di non alimentari (dal 60,7% al 60%); si rafforza la quota di elettrodomestici (3,4%), elettronica e prodotti informatici (4,1%), di profumeria e cura della persona (3,3%), e di giocattoli (3,3%, con 502 milioni di acquisti previsti).

          Diversificati gli atteggiamenti delle famiglie sul territorio: nel nord-ovest si spende di pi� per mangiare (290 euro in pi� rispetto agli altri mesi), mentre il nord-est (l’area meno �mangereccia� con 194 euro) spende di pi� per i prodotti non alimentari (460 euro a famiglia contro i 409 del centro e i 256 del sud).

          Sono questi i principali elementi che emergono dalle previsioni del Centro studi Confcommercio sulle spese di Natale.

          Al cenone non si rinuncia, ma nella scelta dei regali telefonini e ipod scalzano sempre di pi� sciarpe e cravatte. Confcommercio ipotizza che 15,2 miliardi sui 47,4 complessivi delle tredicesime siano spesi per i consumi natalizi ma che in questi consumi la parte prevalente (il 40% contro il 39,3% del 2005) sia indirizzata per imbandire le tavole a Natale e Capodanno e in generale per la spesa alimentare.

          Il peso dei prodotti non alimentari sui consumi natalizi scende quest’anno al 60% della spesa complessiva prevista (era al 60,7% nel 2005) fermandosi a 9.128 milioni di euro. Scende la quota della spesa per abbigliamento e pellicceria (dal 14,5% al 14% a 2.135 miliardi) e quella dei prodotti farmaceutici (dal 6,1% al 5,6%) ma anche quella dei mobili e degli articoli per la casa (dal 6,1% al 5,9%).

          La spesa per consumi natalizi � concentrata nelle regioni del nord. Dei 15,2 miliardi di spesa aggiuntiva stimati per il mese di dicembre, 8,1 (pari al 53,6%) sono imputabili infatti alle regioni del nord, poco pi� di 3 miliardi (il 20,1%) alle regioni centrali e 4,1 (il 26,3%) al sud e alle isole. La spesa dell’effetto Natale cresce al nord del 5,6% rispetto al 2005, a fronte del +3% registrato al centro e del 2,5% segnato nel Mezzogiorno e nelle isole.

          Se le famiglie in media nazionale spenderanno nei negozi 1.926 euro (contro i 1.903 del 2005), 638 dei quali imputabili all’effetto Natale (618 nel 2005), a fronte dei 2.124 euro spesi dalle famiglie del nord quelle del sud e delle isole ne spendono appena 1.705.