Confcommercio: scontro sulla successione

31/01/2006
    martedì 31 gennaio 2006

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    Confcommercio, scontro sulla successione a Billè

      Testa a testa tra Carlo Sangalli e Giovanni Bort
      L’elezione il 10 febbraio. Oggi l’assemblea di bilancio

        di Roberto Rossi / Roma

          Un super favorito e un outsider. La corsa per la presidenza di Confcommercio è partita. Non ufficialmente, però. Perché né Carlo Sangalli, presidente dei commercianti milanesi, né Giovanni Bort dell’Ascom di Trento, sono venuti allo scoperto. Ma ormai la gara, dopo la breve parentesi di una candidatura di Giorgio Guazzaloca, si è ristretta ai loro nomi.

            Il super favorito è Sangalli. A meno di sorprese clamorose il 10 febbraio, giorno dell’assemblea elettiva, dovrebbe essere lui a prendere il posto di Sergio Billè alla guida della confederazione. Ma per arrivare a occupare la poltrona di piazza Belli dovrà faticare non poco.

              L’obiettivo dell’attuale vicario, dopo l’autosospensione di Billè, è quello di andare al voto con un’ampia maggioranza. Questo perché Sangalli ha buona memoria. Dieci anni fa proprio Guazzaloca, dato per sicuro vincente, fu superato di misura dallo stesso Billè. Per questo è necessario un accordo con il suo rivale.

                Che per ora ha dimostrato di sapersi muovere bene. Bort è stato l’uomo attorno al quale in questi ultimi mesi si è coagulata la combattiva fronda anti-Billè. Inoltre è stato uno dei fautori del nuovo corso della potente confederazione nazionale dei commercianti. Attorno al nome del presidente dell’Ascom di Trento si sono coalizzati una parte dei commercianti del Veneto, del Piemonte del Trentino e un pezzo del Sud.

                  Numericamente i due sono alla pari. Su un totale di 8mila voti ne possono contare 2000-2500 a testa. Il voto degli indecisi è allora fondamentale.

                    Rispetto a Bort, Sangalli può mettere sul piatto della bilancia una maggiore esperienza. La forza di Bort poggia invece sulla debolezza di Confcommercio e di chi all’interno della confederazione vuole chiudere con forza il capitolo Billè. «Chi misura i pesi – ha detto Bort – fa una battaglia vecchia maniera, di retroguardia. La nostra invece è una battaglia di ideali, abbiamo stilato un decalogo diffuso in cui si affermano principi nuovi e trasparenti. Molte le adesioni e trasversali, dal Nord ma anche tante dal Sud». Sangalli sconta anche la contiguità con la gestione precedente e l’avviso di garanzia nel quadro della stessa inchiesta che vede indagato Billè.

                      Per questo il presidente dell’Unione commercianti di Milano non vuole arrivare a una pericolosa conta finale. Se vorrà ottenere ampia adesione attorno al suo nome dovrà scendere a patti proprio con il concorrente.

                        Ieri sera si è tentato un avvicinamento, dopo che nella sede romana di Confcommercio si sono avute due riunioni parallele, tra le due fazioni. Pietro Blondi, presidente dell’Ascom dell’Emilia Romagna, ha organizzato una cena comune nello storico locale Jackie O’. Ma per ora di intesa non se ne parla. C’è chi scommette che arriverà solo a ridosso dell’elezione e solo se Sangalli saprà proporre una gestione collettiva e allargata della confederazione dando spazio, nei posti che contano, come quello dell’amministratore, ai suoi contendenti. Un bel salto rispetto alla presidenza accentratrice di Billè.

                          Per avere un quadro più chiaro sui rapporti di forza fondamentale sarà l’assemblea di bilancio in programma oggi. 250 delegati voteranno anche il nuovo statuto che regolerà la carica di presidente a tempo. E questo proprio nel momento in cui Confindustria punta con forza ad allargare la sua presenza nei servizi dando vita al progetto Confindustria servizi e affidandone la presidenza ad Alberto Tripi.