Confcommercio: ripresa senza sprint

29/01/2001

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Domenica 28 Gennaio 2001
italia – economia
—pag—5

Uno studio della confederazione stima al 2,4% il Pil 2001 e una frenata delle esportazioni.
Confcommercio: ripresa senza sprint

MILANO Aumento del Prodotto interno lordo (Pil) in frenata dal 2,7% del 2000 al 2,4% nel 2001 (per il 2002 la stima si attesta al 2,6%), rallentamento della crescita delle esportazioni dall’8,2% del 2000 al 6,5% (6,1% nel 2002) e dei consumi interni dal 2% all’1,8%, inflazione al 2,4% e una stima di 231mila nuovi occupati. Queste in sintesi le previsioni dell’Ufficio studi della Confcommercio sull’andamento dell’economia italiana nel 2001 e nel 2002.

Pertanto, secondo l’indagine, le tendenze di fondo dell’economia italiana, unite a un quadro internazionale in sostanziale rallentamento, «non permettono di ipotizzare nel breve periodo una ripresa vigorosa dell’attività produttiva».

Secondo Confcommercio nel prossimo biennio il Pil crescerà a «tassi prossimi al 2,5%» (il Governo prevede il 2,9%) e l’Italia si confermerà come «uno dei Paesi meno dinamici all’interno dell’Unione europea».

A parere del Centro studi di Confcommercio, la situazione italiana nel 2001-2002 sarà caratterizzata da segnali «deboli e alterni», con una «minor competitività dei nostri prodotti sui mercati internazionali, ritardi nelle infrastrutture, attenuazione del tasso di crescita, consumi asfittici», ma al tempo stesso anche con una maggiore «vitalità nel mercato del lavoro».

Per quanto riguarda l’inflazione l’Ufficio studi Confcommercio ritiene che possa rimanere superiore al 2,5%, almeno fino alla metà dell’anno e prevede poi un tasso del 2,4% nel 2001 e dell’1,7% nel 2002.

Migliore la valutazione relativa al mercato del lavoro, che «in continuo miglioramento» ha mostrato lo scorso anno «un’evoluzione decisamente espansiva» ed in grado di riportare, dopo molti anni, la disoccupazione italiana sotto l’11%». Dopo i 388mila neo-assunti del 2000, Confcommercio prevede 231mila nuovi posti di lavoro nel 2001 e 255mila nel 2002.

Tracciando un quadro dell’economia internazionale, il Centro studi Confcommercio stima per il Pil mondiale un rallentamento dal 4,7% del 2000 al 3,5% nel 2001. Gli Usa avranno una «sensibile battuta d’arresto» con una crescita del Pil inferiore al 3% nel 2001, l’area euro avanzerà del 3% quest’anno e del 2,8% nel 2002, il Giappone dell’1% nel biennio, l’Asia di oltre il 6,5%, con punte del 7,8% per la Cina.

Tornando all’Italia, Confcommercio rileva che il 2000 si è chiuso con risultati che «sottolineano ancora le difficoltà per il nostro sistema di avviarsi su un sentiero di crescita stabile e duraturo». E anche nel quarto trimestre 2000 lo sviluppo non dovrebbe esser stato particolarmente accentuato.

L’Italia presenta, a giudizio di Confcommercio, «alcune specificità che rendono il quadro congiunturale meno favorevole rispetto a quello di altri Paesi». E l’associazione punta il dito contro la minor competitività delle merci sui mercati internazionali rispetto a quelle degli altri Paesi dell’area dell’euro, uno sviluppo contenuto della domanda interna, in particolare per i consumi, il persistere di squilibri territoriali, forti ritardi nell’adeguare le infrastrutture e le strutture del mercato finanziario e della Pubblica amministrazione e una situazione di finanza pubblica che «seppur in miglioramento, appare ancora critica». Al risanamento della finanza pubblica, sottolinea Confcommercio, ha contribuito «in misura particolarmente rilevante la dinamica delle entrate».

—firma—V.Ch.