Confcommercio ottimista sul 2004

10/12/2003



10 Dicembre 2003
Confcommercio ottimista sul 2004:
prezzi in calo, cauta ripresa dei consumi

    L’Italia ripartirà dal 2004: crescerà dell’1,3% il pil, grazie alla ripresa degli investimenti (+2,9%) e dell’export (+3,4%) che vedranno un’inversione di tendenza significativa rispetto al 2003. Riprenderanno moderatamente i consumi delle famiglie (+1,3%), ma si spenderà ancora con cautela per i beni durevoli. È attesa una crescita dell’occupazione pari a 243.000 nuovi occupati, mentre i prezzi continueranno a rallentare (+2,1% rispetto al 2,7% medio del 2003), nonostante resti l’incognita degli aumenti per i servizi locali. Lo afferma l’«Osservatorio economico» del Centro Studi di Confcommercio sulle previsioni economiche per il 2004anche il prossimo anno il nostro paese dovrebbe evidenziare dal lato della finanza pubblica una situazione non particolarmente positiva, in quanto il parametro deficit/pil dovrebbe continuare ad attestarsi su valori prossimi al 2,5-2,7 per cento. Su questo andamento, afferma l’Ufficio studi di Confcommercio, gravano peraltro le incognite correlate all’effettiva realizzazione degli obiettivi previsti nella Legge Finanziaria sia dal lato delle entrate, che dei risparmi di spesa. «Il contesto internazionale – prosegue l’osservatorio – sarà caratterizzato da un ulteriore consolidamento del quadro economico statunitense, con un pil che è previsto in crescita di 4,2 punti percentuali e dalla crescita del commercio mondiale del 7,8 per cento. In linea con un’accelerazione della ripresa mondiale, anche le economie europee dovrebbero registrare nel corso del 2004 un miglioramento abbastanza sensibile dal lato della crescita, con un incremento del pil prossimo all’1,8% per l’area euro a fronte dello 0,4% nel 2003, anche se nel confronto fra le prospettive di crescita delle due economie vi sono diverse variabili da considerare (fra le altre, per l’Europa, l’impatto delle recenti decisioni Ecofin sul patto di stabilità, per gli Stati Uniti, la sostenibilità nel tempo degli squilibri finanziari, commerciali e di indebitamento delle famiglie accentuati dalla politica espansiva dell’amministrazione Bush).