Confcommercio: nominati i saggi che vigileranno su Billè

17/10/2005
    sabato 15 ottobre 2005

    Nominati in Confcommercio
    i saggi che vigileranno su Billè

    I big della distribuzione: no alla norma che riserva il 20% ai prodotti locali

      Vincenzo Chierchia

      MILANO – Inizieranno la prossima settimama, probabilmente mercoledì 19 ottobre, i lavori della commissione organizzazione varata dalla Giunta della Confcommercio, guidata da Sergio Billè, a fine settembre e che, dopo il consiglio confederale dellì11 ottobre, avrà anche il compito di fare chiarezza sugli investimenti immobiliari e finanziari effettuati con le risorse extra bilancio del «fondo del presidente» (si veda «Il Sole-24 Ore» del 12 ottobre).

      La commissione è composta da nove persone per lo più presidenti di Ascom: Ezio Ardizzi (Pescara e Abruzzo), Giovanni Bort (Trento), Pietro Blondi (Emilia-Romagna), Adalberto Corsi (Expo-Cts di Milano), Ferruccio Dardanello (Piemonte), Paolo Odone (Genova), Emanuele Papalia (Puglia e Taranto), Aldo Poli (amministratore), Carlo Sangalli (Milano e Lombardia). Secondo indiscrezioni, Ardizzi, Dardanello, Odone, Papalia e Poli sarebbero vicini a Billè; Bort e Blondi si ritroverebbero su posizioni di contestazione, mentre Sangalli e Corsi, tradizionali sostenitori di Billè, dopo l’ultimo Consiglio confederale, avrebbero assunto un orientamento più critico. Sangalli (che è anche presidente Unioncamere e non era presente al Consiglio) rientrerà dalla Cina nel week end e probabilmente avrà un incontro con Billè a Pescara lunedì durante una manifestazione delle Camere di commercio.

      I big della distribuzione in rivolta. Il fronte del commercio resta surriscaldato. Confcommercio e le organizzazioni della grande distribuzione (Ancc-Coop, Ancd-Conad e Federdistribuzione) hanno duramente contestato le decisioni prese dalla commissione Agricoltura della Camera di riservare una quota del 20% dello spazio dei supermercati alla vendita di prodotti alimentari locali. «Il provvedimento – si legge in una nota congiunta – presenta gravi profili di illegittimità costituzionale e di contrapposizione con le norme che regolano la concorrenza e il libero mercato, oltre a essere in netto contrasto con ogni principio che regola l’iniziativa privata e l’organizzazione imprenditoriale nel nostro Paese». Federdistribuzione, Ancc-Coop, Ancd-Conad auspicano, pertanto, «che una simile proposta normativa venga cancellata, essendo il provvedimento inaccettabile, inapplicabile e anticostituzionale».