Confcommercio, il portale non è virtuale

20/03/2001



AFFARI&FINANZA


DOSSIER/ E-COMMERCE
lunedi 19 Marzo 2001
pag. 63 Confcommercio, il portale non è virtuale
Alle spalle di Novacom, creato dall’associazione guidata da Sergio Billé, 750 mila esercizi e una organizzazione aziendale che non crea da zero il proprio ciclo di approvvigionamento ma inserisce nuove modalità di vendita

LUCA PAGNI


Vermentino di Sardegna, completi per uomo, caffettiere, coltellini da collezione, modellini della Ferrari: c’è un po’ di tutto ed è tutto in vendita. Direttamente dal computer. Portali per la vendita di qualsiasi prodotti on line non sono di certo una novità. Lo diventano immediatamente, quando all’interno di un solo portale ci sono 750 mila possibili interlocutori. Tanti quanti sono gli iscritti alla Confcommercio.
«La vetrina direttamente a casa vostra», potrebbe essere lo slogan per lanciare l’ultima iniziativa dell’associazione più importante dei negozianti italiani. Si chiama Novocom ed ha poco più di due mesi di vita. È un portale per il commercio elettronico che Confcommercio offre ai suoi soci, nata per favorire le piccole realtà del commercio italiano che non avrebbero né il tempo, né lo stimolo, né la disponibilità economica di differenziare la propria offerta.
In buona sostanza Novocom, offre la possibilità a qualunque piccolo o grande negozio dietro al pagamento di 250 mila lire per il costo di attivazione e un canone mensile variabile tra le 50 e le 190 mila lire di vendere i propri prodotti via Internet. Un’altra novità riguarda la consegna: i clienti potranno ricevere gli acquisti direttamente a casa oppure andarli a ritirare direttamente al negozio.
In uno slancio di ottimismo, Sergio Billé, presidente di Confcommercio ha definito Novocom come «la risposta italiana all’ecommerce: i vantaggi per i clienti sono evidenti, perché si tratta del primo portale che non è virtuale: a cominciare dal fatto che alle spalle dell’esercizio virtuale esiste un’organizzazione aziendale che non crea da zero il proprio ciclo di approvvigionamento o di gestione delle scorte, ma che inserisce una nuova modalità di ordine e di consegna».
Navigando nel sito (www.novocom.it) è possibile scoprire le modalità di adesione e navigare tra i prodotti che vengono offerti al momento, divisi per categorie commerciali. Non sono molte e alcuni settori (come viaggi e vacanze, per esempio) sono ancora scoperti. Ma siamo solo alla fase del rodaggio e Novocom è un’iniziativa in cui Confcommercio sembra credere molto. Lo dimostra, per esempio, l’entità dell’investimento: per lanciare Novocom è prevista la spesa di 10 miliardi nel corso di tutto il 2001, con una campagna pubblicitaria attraverso radio, tv, banner su siti web, affissioni nelle strade e adesivi personalizzati nei negozi.
All’interno di Novocom, Confcommercio detiene il 40 per cento delle quote assieme alle sue associazioni territoriali, il 10 per cento appartiene al Monte dei Paschi, il 40 per cento ad una società finanziaria di diritto olandese che fa capo a Ef Group, mentre il restante 10 per cento è stato diviso fra i manager della società. Le ambizioni sono notevoli, come ha spiegato alla presentazione del portale, l’amministratore delegato di Novocom, Giuseppe Di Marco: «Faremo da apripista ad una nuova generazione di portali: diamo la possibilità agli associati di riunirsi in un unico luogo e di integrare la loro attività reale con una nuova attività virtuale, dando al tempo steso ampia visibilità anche alle realtà più piccole».
Si spiega anche così la suddivisione in quattro diverse modalità di vendita: la Bancarella, con un catalogo che ospita fino a 50 prodotti e con la possibilità di inserire fino a tre offerte speciali; Il negozio, con 250 prodotti e sei offerte speciali; l’Emporio, più di mille prodotti, 12 offerte speciali e pagine dedicate alla presentazione e segnalazioni di novità; per arrivare al Grande Magazzino, con un catalogo illimitato e notevoli possibilità di personalizzare l’offerta. La scommessa è lanciata ora Confcommercio cercherà di vincerla.