Confcommercio Firenze rischia il crack

12/12/2006
    sabato 9 dicembre 2006

    Pagina 19 – Economia e imprese

    Crisi – La magistratura indaga su un buco in bilancio da 8 milioni di euro

      Confcommercio Firenze rischia il crack

        Sara Monaci

        FIRENZE
        La Confcommercio di Firenze, la pi� antica in Italia (2.800 associati), rischia di chiudere i battenti. A decretarne la sorte, dopo varie vicissitudini, sar� il prossimo 13 dicembre la Giunta nazionale di Roma, che da mesi tiene sotto controllo i fiorentini. Motivo: un buco in bilancio da 8 milioni pari al doppio del fatturato annuale (stima della PriceWaterhouseCoopers, la societ� di revisione spedita dai vertici romani a Firenze lo scorso settembre), su cui sta indagando la magistratura. In questi ultimi mesi si � occupata del possibile salvataggio della sede fiorentina una commissione nazionale composta da 5 "saggi". Tra le ipotesi pi� plausibili il commissariamento per ripianare i debiti, o una sorta di direzione controllata da Roma, con l’intento di accompagnare l’associazione toscana verso nuove elezioni e la realizzazione di un piano industriale in grado di risanare la situazione.

        Fino ad una settimana fa sembrava addirittura che i dirigenti fiorentini avessero ottenuto un aiuto economico immediato da parte dell’associazione nazionale (500mila euro per il pagamento di 6 mesi di affitto e degli stipendi arretrati). Ma pochi giorni fa il comitato di presidenza ha emesso il verdetto meno atteso: la Confcommercio di Firenze deve essere chiusa, cio� deve tecnicamente "decadere" (giuridicamente non � previsto il fallimento). Magari con l’idea di riaprire in futuro una piccola sede, con solo un terzo degli attuali dipendenti (90 quelli assunti a tempo indeterminato, pi� altri venti precari), poche stanze a disposizione e forse addirittura un altro nome. Ipotesi, queste, ancora da valutare. Per ora resta una certezza: le pendenze giudiziarie stanno diventando giorno dopo giorno sempre pi� inquietanti.

        A causare il buco di bilancio sarebbe stata infatti, in base alle prime ricostruzioni, una gestione "allegra" condita da troppi sprechi iniziata probabilmente nel 2000, e probabilmente caratterizzata anche – ipotizzano gli inquirenti – da comme sottratte al fisco, mancati pagamenti Inps e possibili frodi ai danni dello Stato, tutto per� in via di accertamento. Nel mirino della magistratura fiorentina si trovano quindi gli ultimi presidenti (Ugo Poggi, Paolo Soderi, Maurizio Brogioni, mentre GiovanniBiagiotti � deceduto nel 2005), con i relativi membri di Giunta. E secondo alcune indiscrezioni potrebbero presto arrivare a loro carico avvisi di garanzia.

        L’Ascom di Firenze ha ora solo pochi giorni per ribaltare la situazione. Il 12 dicembre il presidente dei sindacati dei commercianti e quelli delle associazioni della provincia consegneranno a Roma una lettera d’intenti. Anche il sindaco di Firenze Leonardo Domenici si � pronunciato un difesa della Confcommercio della sua citt�. Ma pochi, nel resto d’Italia, sembrerebbero gli alleati. Dalla parte di Firenze, nemmeno la Federazione toscana dei commercianti.