“Confcommercio” F.Rivolta: «Terziario, più produttività»

16/03/2007
    venerdì 16 marzo 2007

    Pagina 18 – Economia e Imprese

    Intervista
    Francesco Rivolta
    Presidente Commissione sindacale di Confcommercio

      «Terziario, più produttività»

        Massimo Mascini
        ROMA

        Sembrano allungarsi i tempi per il rinnovo del contratto nazionale del commercio. Prima di entrare nel merito delle richieste sindacali la Confcommercio vuole infatti precise risposte da Governo e sindacati su alcuni temi di fondo. Se non si abbassano i costi e non sale la produttività, sostiene Francesco Rivolta, presidente della Commissione sindacale dei commercianti, la piattaforma sindacale sarebbe respinta.

        Presidente, è partita sul piede giuso la trattativa per il rinnovo del contratto?

          Sì, anche per nostro merito, perché con un convegno a fine febbraio abbiamo delineato lo scenario giusto in cui collocare questa vertenza.

          Quale scenario?

            Abbiamo sottolineato il ruolo del terziario nell’economia del Paese. Rappresentiamo il 65% del Pil. Solo commercio e turismo sono il 22% del Pil, come il settore industriale. E vogliamo essere considerati per quanto pesiamo. Se si fa concertazione, noi non vogliamo essere chiamati solo per ratificare accordi conclusi da altri.

              Ma il sindacato ha presentato una sua piattaforma.

                Prima di affrontare il merito dobbiamo accordarci su tre problemi, produttività, mercato del lavoro, bilateralità.

                Temi collegati al rinnovo?

                Certamente. la produttività, pericolosamente in calo, ha dirette conseguenze sull’organizzazione del lavoro, sul livello degli investimenti, sul costo del lavoro. Il nostro settore ha bisogno di flessibilità più dell’industria, non possiamo farne a meno. E lo stesso vale per la bilateralità considerando le conseguenze sul welfare contrattato e sui vari fondi complementari esistenti.

                Prima questi temi, poi le richieste del sindacato.

                  Non può essere altrimenti. Ma vogliamo discutere altri temi anche con il Governo.

                  Quali temi?

                    Per esempio, alcune possibili defiscalizzazioni, che aiuterebbero ad abbassare il costo del lavoro. Per gli aumenti retributivi contrattuali, o gli incentivi alla produttività, o gli straordinari.

                    Il sindacato che risposte vi ha dato ieri?

                      Ha assunto un atteggiamento responsabile. Ha assicurato che non si sottrarrà a un confronto su questi temi.

                      I tempi si allungheranno?

                        Tutti vogliamo fare in fretta. Certo, un po’ di tempo servirà per arrivare, per esempio, ad alcuni avvisi comuni da trasmettere al Governo.

                        E la risposta del Governo?

                        Ci ha rinviato ai tavoli che stanno per partire anche proprio per trattare il tema della produttività. Vedremo.

                        Ma i tempi di questa trattativa non sembrano brevi.

                        Capiamo che servirà del tempo, ma sciogliere quei nodi è preliminare a un accordo vero, basato sulle richieste che i sindacati ci hanno avanzato.

                        Richieste molto onerose?

                          Farebbero salire il costo del lavoro di 8 punti e quindi sono inaccettabili. A meno che non cambi il contesto.