Confcommercio, esce Federdistribuzione

14/12/2005
    mercoledì 14 dicembre 2005

      Pagina 30 – Economia

      La federazione: trasparenza sulla gestione del fondo del presidente Billè

        Confcommercio, esce Federdistribuzione «Manca il chiarimento sul caso Ricucci»

          Incerta la partecipazione all’assemblea della prossima settimana che si preannuncia infuocata

            ROMA – La decisione era in qualche modo annunciata, dopo quello che era accaduto. Ma non per questo l’uscita della Federdistribuzione dalla Confcommercio, l’organizzazione guidata da 10 anni da Sergio Billè, appare meno clamorosa.

            La federazione presieduta da Giovanni Cobolli Gigli, consigliere dell’Ice e del gruppo Auchan, ha diramato ieri una nota per spiegare che la scelta di lasciare l’associazione dei commercianti, a partire dal prossimo 31 dicembre, «si è resa necessaria perché, nonostante le sollecitazioni, non sono stati forniti i chiarimenti attesi in ordine alla gestione del fondo del presidente della Confcommercio».

            Il riferimento è alla vicenda, per la quale Billè ha ricevuto dai magistrati un avviso di garanzia per appropriazione indebita, relativa all’acquisto di un immobile, in via Lima, a Roma, dell’immobiliarista Stefano Ricucci, protagonista nei mesi scorsi del tentativo di scalata alla Rcs e dei progettati takeover Antonveneta e Bnl.

            La Confcommercio avrebbe dovuto sborsare per l’operazione (che non sarebbe mai stata perfezionata) 60 milioni di euro, dei quali 39 versati come prima tranche. I giudici che conducono le indagini vogliono verificare se l’impiego di quei soldi fosse coerente con il mandato del presidente dell’organizzazione, e soprattutto perché furono versati a Ricucci 39 milioni per una compravendita che non è stata poi conclusa.

            Per Billè l’uscita della Federdistribuzione è comunque un brutto colpo. Quella federazione riunisce nove associazioni: distribuzione associata (Ada), cash & carry discount (Adis), ipermercati e centri commerciali (Aicc), grandi magazzini (Aicid), supermercati (Aisa), distribuzione specialistica (Anadis), vendita a distanza (Anved), franchising (Assofranchising) e vendita a domicilio (Avedisco). E la decisione giunge proprio a ridosso di un’assemblea, quella del 21 dicembre, che si annuncia infuocata. La Federdistribuzione, che in teoria a quella data farebbe ancora parte dell’organizzazione guidata da Billè, non ha ancora deciso se partecipare, né che atteggiamento tenere. Ma la svolta di ieri non può essere considerato un messaggio rassicurante per il presidente della Confcommercio. Nella nota, la Federdistribuzione «auspica che in un prossimo futuro possano ricrearsi le condizioni per riprendere un dialogo costruttivo con il mondo del commercio di cui la confederazione è espressione significativa».

            R. R.