Confcommercio: elementi di preoccupazione

01/04/2005
    venerdì 1 aprile 2005

    Confcommercio: elementi di preoccupazione

      ´La sostanziale tenuta dell’inflazione italiana che continua a rimanere attestata anche a marzo sull’1,9% racchiude in sé elementi di preoccupazione che non possono essere trascurati’. È il commento del Centro studi Confcommercio, secondo cui sono tre i fattori che ´inducono a valutare le prospettive dei prezzi e dello sviluppo del sistema con molta cautela’: il ruolo sempre più rilevante che sta assumendo il comparto energetico nel determinare l’andamento dei prezzi; i consistenti aumenti registrati su base annua da alcuni servizi quali il trasporto aereo (+29%), i servizi bancari (+9,1%), l’istruzione (+3,6%), la debolezza della domanda delle famiglie che spinge le imprese della distribuzione a contenere al massimo gli aumenti sugli altri beni e servizi con una compressione dei margini che rischia di compromettere la sopravvivenza di molte aziende sul mercato. Per il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, ´il positivo risultato di marzo non può diventare un alibi per il governo per speculare sul caro petrolio’, mentre la Coldiretti ha sottolineato che ´a contrastare l’effetto del caro petrolio che spinge i listini verso l’alto ci ha pensato l’agricoltura, dove i prezzi nei primi due mesi dell’anno sono calati del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente’. Per il portavoce Codacons, Carlo Rienzi, ´quelli dell’Istat non sono dati frutto della scienza statistica bensì numeri frutto della fantascienza, che nulla hanno a che vedere con la realtà dei prezzi’. Adoc, Adusbef e Federconsumatori sottolineano come sia ´quantomeno singolare dichiarare ferma l’inflazione e al contempo affermare che il caro-greggio sta influendo sull’andamento dei prezzi’.