Confcommercio, è gioco in difesa

03/10/2002

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
234, pag. 3 del 3/10/2002
di Sergio Patti



Confcommercio, è gioco in difesa

Fatte poche eccezioni, il giudizio di artigiani e piccole imprese sulla nuova Finanziaria è preoccupato, se non del tutto negativo. Tra i più critici c’è la Confcommercio.

È una Finanziaria ´giocata in difesa’, sostiene l’associazione di Sergio Billè.

Una manovra, è la valutazione di Confcommercio, che cerca di frenare il crescente squilibrio della finanza pubblica, senza attivare però quei meccanismi che possono fare uscire, nel breve periodo, l’economia dalla stagnazione. L’associazione dei commercianti chiede invece un forte rilancio dei consumi, mentre avanza dubbi che il concordato fiscale da solo possa risolvere i problemi strutturali di cui oggi soffre il paese. Bene il blocco della spesa pubblica e i sostegni alle famiglie a basso reddito, aggiunge Confcommercio, ma resta senza soluzione il problema del Mezzogiorno, al quale, anzi, vengono sottratte ulteriori risorse.

Di tutt’altro tenore il commento di Casartigiani, soddisfatta per le deduzioni fiscali di cui beneficeranno un gran numero di piccole imprese artigiane. Il presidente dell’associazione, Giacomo Basso, ha però richiamato l’attenzione sul rischio di un peggioramento dei servizi degli enti locali, penalizzati dai minori trasferimenti pubblici. Via libera da Casartigiani anche al previsto concordato fiscale, mentre in tema di previdenza viene giudicata positivamente l’applicazione per i lavoratori autonomi del cumulo tra pensione e reddito da lavoro. Basso si è detto comunque soddisfatto per la ´considerazione attribuita al settore artigiano, vera quarta gamba del dialogo sociale del paese’.

Una bocciatura piena arriva invece dalla Dirstat/Confedir, il maggiore sindacato dei dirigenti e vice-dirigenti del pubblico impiego. ´È una Finanziaria di lacrime e sangue, che ricalca l’impostazione seguita dai governi di centro-sinistra’, sostiene il sindacato. Insufficienti, continua la Dirstat, le risorse destinate al rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici, mentre ´si continua a drogare il sistema delle imprese con eccessivi incentivi a carico delle finanze pubbliche’.

La Confederazione dei dirigenti d’azienda (Cida) chiede invece di riconsiderare il taglio dei trasferimenti agli enti locali. ´Abbiamo seri dubbi, ´sostiene la Cida, ´che il governo riesca a garantire l’invarianza dei servizi locali rispettando sia il taglio dei trasferimenti che il tetto del disavanzo finanziario’.