Confcommercio: duello sui fondi di Billè

24/11/2005
    giovedì 24 novenbre 2005

    Pagina 30 Economia

    Il nodo dell’anticipo versato a Ricucci per la sede. L’accordo con il gruppo Caltagirone Bellavista

    Confcommercio, duello sui fondi di Billè

      Blondi (Emilia Romagna) lascia la commissione. Oggi il voto sul bilancio

      Enrico Marro

        ROMA – Battaglia oggi in Confcommercio sul bilancio consuntivo 2005, sul preventivo 2006 e sulla commissione che avrebbe dovuto far luce su alcune operazioni immobiliari gestite direttamente dal presidente Sergio Billè. Alle 15 si riunisce la giunta e alle 16 il consiglio confederale con all’ordine del giorno l’esame dei bilanci predisposti dall’amministratore confederale Aldo Poli.

        Si tratta di documenti sui quali si riproporrà il problema del «fondo del presidente», gestito in maniera discrezionale e fuori bilancio, e dell’acquisto (per 60 milioni di euro, 39 dei quali già anticipati proprio dal fondo del presidente) di un edificio di via Lima dall’immobiliarista Stefano Ricucci, deciso da Billè per farne la nuova sede della Confcommercio. Decisione presa all’insaputa degli organi di vertice e contestata da chi ritiene eccessivo il prezzo e soprattutto la caparra versata dal presidente al suo amico Ricucci. Nella bozza del consuntivo predisposta per il consiglio di domani non sarebbero state inserite le voci relative al fondo riservato, nonostante la richiesta in tal senso avanzata da molte strutture dell’associazione, a partire da quella di Milano guidata da Carlo Sangalli.

        Né elementi di chiarezza sono finora emersi dal lavoro della commissione dei nove saggi (Ezio Ardizzi, Giovanni Bort, Pietro Blondi, Adalberto Corsi, Ferruccio Dardanello, Paolo Odone, Emanuele Papalia, Aldo Poli e Carlo Sangalli) che, nonostante si sia riunita più volte, non avrebbe ottenuto, secondo gli avversari di Billè, la necessaria collaborazione da parte del presidente e quindi non avrebbe potuto ancora esaminare i documenti al centro delle operazioni contestate. Questa situazione sarà denunciata dall’interno della stessa commissione da Blondi, presidente dell’Emilia Romagna, che dovrebbe abbandonare polemicamente l’organismo. E potrebbe non essere il solo.

        Altre scintille si accenderanno al momento del voto sui documenti di bilancio che dovrebbero passare con il no o con i distinguo (ordini del giorno, mozioni) di associazioni importanti della confederazione. Nel dibattito dovrebbero essere chiesti chiarimenti a Billè anche su un’altra operazione immobiliare: la vendita di terreni della Confcommercio nella zona di piazza dei Navigatori a Roma al gruppo Caltagirone Bellavista, terreni sui quali dovrebbe sorgere un megacentro commerciale.

        Per il presidente, comunque, l’appuntamento più difficile è fissato per il 21 dicembre, quando si riunirà l’assemblea di Confcommercio per la ratifica finale del bilancio. Nell’assemblea, infatti, si farà sentire tutto il peso delle strutture del Nord e di Roma e del Lazio, su posizioni sempre più critiche verso Billè.

        Il presidente finora si è difeso rivendicando di aver deciso gli investimenti immobiliari esclusivamente nell’interesse della Confcommercio e accusando i «poteri forti» economici di aver orchestrato una campagna contro di lui, «colpevole» di dare fastidio difendendo gli interessi della piccola impresa. Pare però che, resosi conto che a criticarlo sono soprattutto all’interno della confederazione, lo stesso Billè stia cercando una soluzione con il gruppo Ricucci che gli consenta di fare marcia indietro rispetto all’acquisto dell’immobile di via Lima.