“Confcommercio” Dissequestrato parte del patrimonio

21/03/2007
    mercoledì 21 marzo 2007

    Pagina 16 – Economia & Lavoro

    Billè, dissequestrato
    parte del patrimonio

    Il gip del tribunale di Roma, Orlando Villoni, ha disposto la restituzione a Confcommercio di circa 25 milioni di euro intestati su conti riconducibili all’ex presidente, Sergio Billè e di alcuni dipinti e arredi custoditi nell’abitazione romana dell’ex presidente. Confermato, invece, il sequestro dei 39 milioni in azioni Capitalia versati dall’associazione come acconto per l’acquisto dall’imprenditore Stefano Ricucci di un immobile in via Lima.

    Il sequestro delle somme e dei beni in questione era stato disposto nell’ambito delle indagini sulla scalata a Rcs e sulla dismissione del patrimonio immobiliare dell’Enasarco. L’edificio di via Lima, il cui acquisto non fu mai perfezionato, sarebbe dovuto diventare la nuova sede di Confcommercio. Nei mesi scorsi i legali dell’associazione avevano condotto delle trattative con la capogruppo di Ricucci, Magiste international (controllante la Garlsson real estate, detentrice dei titoli Capitalia sequestrati) e con Banca popolare italiana per risolvere il contratto d’acquisto dell’immobile in cambio della restituzione dei 39 milioni versati al momento della stipula del compromesso. Accordo che, come riconosce lo stesso gip, non poteva più essere portato a termine dopo la intervenuta dichiarazione di fallimento di Magiste. Fallimento che è alla base del rifiuto del dissequestro da parte dello stesso giudice.

    Quanto invece alle somme intestate all’ex presidente Billè e agli arredi e ai dipinti in suo possesso, il gip ha ritenuto di poter procedere al dissequestro perché Confcommercio ha provveduto ad abrogare le delibere «che avevano consentito la amplissima discrezionalità di gestione del cosiddetto fondo del presidente e delle disponibilità economiche attribuite all’ente strumentale Egap, presupposto in diritto delle condotte appropriative che si contestano a billè».