Confcommercio: cresce il pressing su Sangalli

14/12/2005
    martedì 13 dicembre 2005

    ECONOMIA ITALIANA- Pagina 16

      Sono cominciate le grandi manovre in vista dell’assemblea del 21

        Cresce il pressing su Sangalli

          V. Ch.

            ROMA –In vista dell’assemblea del 21 dicembre, che dovrà esaminare il bilancio peventivo 2006 ma che si annuncia come un’accesa verifica sull’operato del vertice Confcommercio, sono già cominciate le grandi manovre.

            La Lega di Verona (ossia le associazioni dei commercianti di Trentino, Alto-Adige,Veneto ed Emilia-Romagna, insieme a qualche realtà del Piemonte, della Liguria e dell’Umbria) che si contrappone ormai apertamente a Sergio Billè, stima di poter contare sul 25% circa dei voti complessivi.

            Ed è a dir poco violento il pressing su Carlo Sangalli, presidente dei commercianti di Milano affinchè sciolga tutte le riserve e scenda in campo portando il peso dei voti attribuiti al capoluogo meneghino e alla Lombardia (pari al 25% del totale) a fianco della Lega di Verona. In tal caso si cementerebbe un fronte che, potrebbe contare su una buona metà dei voti di assemblea per far passare una mozione di sfiducia esplicita a Sergio Billè.

            Sono peraltro in gioco partite importanti: Sangalli (dato da tempo in potenziale corsa anche per la carica di sindaco di Milano, in caso di rinuncia di Letizia Moratti) è anche presidente di Unioncamere e la sua discesa in campo in Confcommercio modificherebbe gli equilibri del sistema camerale. Sangalli inoltre cerca un consenso molto ampio.

            Intanto da Piazza Belli – secondo indiscrezioni – si studiano le contromosse. E si annuncia bagarre sul voto di Roma, che pesa tra il 2,5 e il 3% ma che secondo una interpretazione dello statuto potrebbe non essere ammessa. E quindi verrebbe sterilizzata così la posizione di Cesare Pambianchi, avversario storico di Billè. Il nodo-Roma è costituito dai postumi del commissariamento dell’inizio degli anni 2000 e dal fatto che l’Ascom ha accumulato un consistente indebitamento. Niente contributi niente voti, sostengono in Confcommercio. «Una soluzione al problema è già stata definita da tempo: è tutta una farsa, Roma deve giocare il suo ruolo», ribatte Pambianchi, che minaccia di scendere in campo sul piano legale, di invalidare l’assemblea e denunciare il conflitto di interessi al vertice di Confcommercio.

            Ma esclusa dal voto potrebbe essere Federdistribuzione (vale il 4% circa), ossia l’associazione delle grandi catene che aderisce all’Ascom di Milano e che deciderà oggi se rinnovare il patto federativo con Confcommercio. E Federdistribuzione guarda con grande interesse alle prossime mosse di Sangalli, visto che l’ipotesi di un triunvirato (Aldo Poli, Sangalli stesso e Fabrizio Palenzone o Umberto Paolucci appare oggi più lontana).

            Una redistribuzione del 7-8% dei pesi assembleari potrebbe portare anche a una situazione di stallo il 21 dicembre. Intanto, si fanno avanti nuove prese di posizione a favore delle dimissioni di Billè. Il presidente dell’Ascom di Novara, Maurizio Grifoni, si è schierato dalla parte della Lega di Verona: «Basta con i milioni di euro fuori bilancio, basta con gli acquisti e i regali senza controllo, e se Sangalli si schiera con noi diventiamo una salda maggioranza».