Confcommercio conferma Billè alla presidenza

27/02/2004


27 Febbraio 2004

TERZO MANDATO DAL 1995

Confcommercio conferma Billè alla presidenza

ROMA
Sergio Billè resta alla guida della Confcommercio fino al 2008, eletto presidente per la terza volta consecutiva dall’assemblea della più importante organizzazione del commercio, che conta oltre 780mila imprese tra esercizi e aziende attive nel turismo e nei servizi. Nel suo intervento, Billè ha messo ieri evidenza la necessità per il nostro paese di «giocare, entro pochi anni, al massimo cinque, una partita che sarà decisiva per il suo futuro. Una partita che dovrà vincere, magari ai tempi supplementari, magari ai rigori, o rischierà la serie B». Per questo occorrono «riforme di sistema» e interventi per rilanciare i consumi.
Sulla vetta della Confcommercio dal 1995, Billè – nato nel 1947 a Messina e laureato in giurisprudenza – è titolare di una delle più avviate pasticcerie della città siciliana. Ama professare la sua indipendenza politica, cosa che ha sottolineato nel 2001 quando fece recapitare 400 cannoli siciliani ai due candidati premier alle elezioni del 2001, Berlusconi e Rutelli, in pieno rispetto della par condicio. E’ entrato in Confcommercio come dirigente della Fipe (pubblici esercizi) nel 1976, diventando presidente nel 1995. Alla prima assemblea dopo la prima elezione, avvertì subito che «il terziario non avrebbe accettato di essere considerato il parente povero dell’economia». Una filosofia che da allora continua ad accompagnare il numero uno di Confcommercio, protagonista nel dibattito economico e politico del Paese anche con iniziative sul campo: dalla lotta all’eccessiva pressione fiscale (con il «tax day» del marzo 1996) alle polemiche contro i commercianti sull’inflazione, dal «no» alle 35 ore ai viaggi in pullman per spiegare le ragioni dei negozianti sulla riforma dell’articolo 18.
Anche oggi Billè ha fatto sentire la sua voce, stilando l’elenco delle priorità e dei temi che saranno alla base dell’azione programmatica di Confcommercio. «Occorrono – ha detto – interventi di politica fiscale, interventi concreti, veri, palpabili, sull’unghia, sia sul versante dell’Irap, sia su quello dell’Irpef, sia su quello delle tasse ed imposte locali sia ancora su quello delle imposte indirette. Rilanciare, in modo strutturale, i consumi intervenendo contestualmente anche su altri piani: politiche del credito più vicine a famiglie e Pmi, maggiori e più efficaci azioni a tutela dei risparmiatori, azioni di sorveglianza su tariffe e costi dei servizi di base, ma anche nei confronti dei cartelli e oligopoli che impongono sul mercato le loro regole, i loro prezzi, le loro tariffe».
Nel giorno del terzo insediamento non è mancata la coda polemica per le parole con cui Billè aveva definito la riforma delle pensioni «annacquata come il vino di Frascati». Il paragone gli è valso un’ondata di proteste e una querela, mentre il sindaco della cittadina laziale ha chiesto e ottenuto le scuse del numero uno della Confcommercio. «Comprendo – ha detto Billé – di aver toccato le sensibilità dei viticoltori e dei produttori di vino della zona, ma il mio intento non era assolutamente quello di dileggiare le qualità di un prodotto, che peraltro bevo e apprezzo. Mi impegno a portare un’enorme “collina” di cannoli siciliani da innaffiare con dell’ottimo Frascati».