Confcommercio, buio sul fondo del presidente

24/11/2005
    giovedì 24 novenbre 2005

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    Confcommercio, buio sul fondo del presidente

      La questione è al centro di polemiche nella confederazione. Oggi il consiglio federale

        Roma

          STASI – Il caso è scoppiato tre mesi fa, ma ancora sul “fondo del presidente” in dotazione a Sergio Billè, numero uno di Confcommercio, c’è il buio assoluto. L’atto di trasparenza chiesto dalla confederazione al suo presidente, che in dieci anni ha dato peso a una categoria spesso dimenticata, non è arrivato. E non arriverà neanche oggi, quando il Consiglio federale, composto da novantuno membri, si riunirà a Roma per discutere il bilancio da portare poi alla prossima assemblea. Questo in contrasto con quanto deliberato da molte associazioni territoriali. Bologna e Milano in testa.

            Il silenzio sul fondo, gestito in assoluta autonomia da Billè e con il quale lo stesso presidente aveva acquistato da Stefano Ricucci un immobile in via Lima a Roma a un prezzo di 60 milioni, di cui 39 pagati subito, permettendo all’immobiliarista di girare i soldi in pacchetti di azioni Rcs e Antonveneta, fa parte allora di una strategia precisa del presidente. Deciso a rimandare nel tempo ogni tipo di chiarimento e mettere in sordina i malumori emersi contro la sua gestione.

            Anche la commissione interna di “nove saggi”, voluta a gran voce, all’indomani dello scandalo non ha prodotto risultati. Nessuna informazione di rilievo è stata fornita da Billè. La cui linea di condotta è stata resa possibile anche dall’assenza, tra le fila dei commercianti, di un punto di riferimento intorno al quale far convergere il dissenso. Un nome abbastanza forte da capovolgere la situazione, da far diventare la maggioranza che appoggia Billè in minoranza.

              Una candidatura pesante poteva essere quella di Carlo Sangalli, alla guida dei commercianti lombardi che rappresentano oltre un terzo dell’intera categoria, ma finora nessun passo formale è stato avanzato.
              Per questo l’appuntamento di oggi è importante. È una sorta di spartiacque per capire se è in corso la fase di cambiamento, o, al contrario, è in atto il processo di normalizzazione interna. D’altronde il potere e il carisma di Billè non lo si scopre certo ora. E i commercianti toscani lo sanno. Lunedì scorso avevano approvato una delibera piuttosto dura nei confronti della gestione Billè, delibera finita poi nel dimenticatoio.

            ro.ro.