Confcommercio, Billè alla conta in Consiglio

12/10/2005
    martedì 11 ottobre 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 19

    Dovrà far luce sugli immobili – Sangalli assente

      Confcommercio, Billè alla conta in Consiglio

        Vincenzo Chierchia

          ROMA – Giornata cruciale oggi per Confcommercio. Stamattinail Consiglio di presidenza della Confederazione dei commercianti guidata da Sergio Billè sarà ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in occasione dei 60 anni dell’organizzazione.

          C’è stato un cambiamento di programma all’ultimo minuto. A incontrare Ciampi non ci sarà infatti l’intero Consiglio confederale, che conta un centinaio di persone, come previsto in precedenza, ma solo il ristretto gruppo del Comitato di presidenza. Il cambio di programma è stato dettato da esigenze tecnico-logistiche del Quirinale.

          Nel pomeriggio è in programma il Consiglio confederale, una sorta di parlamentino della Confederazione, nel quale sono rappresentate sia le associazioni territoriali che le federazioni di categoria.

          Il clima della vigilia si annuncia surriscaldato, dopo le polemiche suscitate dagli investimenti azionari (Rcs) e immobiliari: 39 milioni spesi per acquisire da Stefano Ricucci un immobile in via Lima a Roma da adibire a nuova sede di Confcommercio.

          Qualche alto dirigente della Confederazione fa notare che l’ultima Giunta, che ha approvato all’unanimità le ultime iniziative di Billè, non ha esaminato il dossier delle operazioni immobiliari, ma avrebbe solo discusso della compravendita di azioni di Rcs (3 milioni di euro con una plusvalenza di 450mila secondo le indiscrezioni). In molti in Confcommercio si domandano se l’operazione Via Lima sia statao meno, a questo punto, nell’ambito delle prerogative statuarie. In Confcommercio una società immobiliare c’è, ma le risorse sarebbero transitate dal fondo extra bilancio gestito direttamente dal presidente. «Sugli immobili e su operazioni così importanti decidono gli organi statutari – dice più di un componenete del Consiglio confederale – e non il presidente Billè da solo».

          Insomma, quello di oggi sarà un primo momento di verifica allargata all’interno della Confcommercio e la parola «trasparenza» sembra oggi il denominatore comune di uno schieramento trasversale tra Ascom e federazioni. Billè dal canto suo ha intenzione di passare al contrattacco e di rintuzzare una per una le contestazioni al suo operato, dopo aver incassato a fine settembre un voto unanime e favorevole della Giunta. Un ruolo chiave sarà giocato, a distanza, da Carlo Sangalli, che è vicepresidente vicario di Confconnercio ma soprattutto leader di quella Unione commercianti di Milano che da sola conta per una buona fetta di Confcommercio. Sangalli non ci sarà, proconsole sul campo dovrebbe essere Adalberto Corsi. Si vocifera però di una lettera inviata in questi giorni da Sangalli a Billè, per prendere le distanze dall’operazione di Via Lima, visto che il presidente dell’Unioncamere è in Cina con una delegazione ufficiale delle CdC italiane a caccia di accordi nell’ex Impero celeste. E da parte del gruppo Sangalli – sussurrano voci – sarebbe calato il gelo all’inidizzo di Donato Porreca, presidente Enasarco (vicino ad An) ritenuto molto amico di Billè.