Confcommercio apre sul contratto

17/12/2007
    domenica 16 dicembre 2007

    Pagina 2o – Economia e imprese

    Lavoro – Chiesto il riavvio delle trattative

      Confcommercio
      apre sul contratto

        Vincenzo Chierchia

          MILANO
          «Confcommercio è pronta a riprendere le trattative sul contratto, interrotte a novembre; abbiamo inviato una lettera alle segreterie dei sindacati confederali che ha avuto una risposta positiva, sono dunque molto fiducioso, vogliamo fare presto un buon contratto, che sia utile ai lavoratori e alle imprese».

          Francesco Rivolta, amministratore delegato del gruppo Rewe Italia (si tratta del terzo gruppo distributivo in Europa) è anche il presidente della commissione lavoro di Confcommercio e sta guidando il confronto sul rinnovo del contratto di settore che riguarda 1,8 milioni di addetti dei servizi, di cui 320mila nella grande distribuzione.

          «Noi non poniamo pregiudiziali sulla trattativa e così chiediamo anche al sindacato – aggiunge-. Siamo d’accordo tutti sul fatto che oggi vi sia una questione salariale in Italia. Purtoppo vi sono salari bassi ma anche costi alti, questo è il vero punto».

          Secondo Confcommercio vi è dunque un punto chiave. «La questione salariale è legata in realtà – sottolinea Rivolta – alla questione della produttività. È non è un problema solo della categoria. C’è un documento Cgil che, citando dati Ocse, rileva le retribuzioni lorde in Italia nei servizi, fatta 100 la retribuzione nel 1998 nel 2006 siano salite a quota 102,6 appena in Italia, mentre in Germania l’indice risulta pari a 105, in Francia a 115,9 e in area euro a 110,1». «Il vero problema – aggiunge – è che l’analisi dell’indice di produttività del lavoro per dipendente (totale economia, tolto il settore pubblico), facendo pari a 100 il 1998, vede oggi l’Italia a quota 102,9, la Germania a 108,4, la Francia a 112,5 (area euro a 111,1). Tutto ciò significa che le dinamiche salariali non possono che essere ancorate alla produttività».

          Le richieste del sindacato sono state attentamente valutate. «Si tratta di 78 euro nel biennio, poi altri oneri sulla bilateralità – spiega Rivolta -. La piattaforma totale ha un aumento complessivo del 9% sul biennio della retribuzione base. Riteniamo che il 9% sia alto se non è correlato ad una analoga manovra sulla produttività. Quindi puntiamo a che vi sia un corretto rapporto tra ore pagate e lavorate, che renda accettabile l’onere della piattaforma. L’onere non è immediatamente sostenibile. Dobbiamo quindi di aumentare la produttività».

          Per far crescere la produttività le imprese commerciali chiedono più flessibilità. «Finora c’è stata indisponibilità a toccare il tema della flessibilità – dice Rivolta -. Ma sappiamo anche che occorre affrontare questa tornata senza pregiudiziali. Quindi chiediamo un sostanziale recupero di produttività, con modelli di flessibilità non selvaggi sugli orari, garantendo che il lavoro di domenica non crei disparità tra i dipendenti, perché i nuovi assunti lavorano la domenica per contratto mentre i vecchi assunti possono rifiutarsi. Dobbiamo poi definire criteri di gestione dell’assenteismo, e rivedere alcuni meccanismi bilateriali collegati alla previdenza e all’assistenza. Le condizioni per fare un buon contratto ci sono tutte».