Confcommercio ai sindacati: dialogo senza veti ideologici

29/09/2010

Da inizio 2008 a giugno 2010 il saldo tra le aziende del commercio che hanno aperto e quelle che hanno chiuso è decisamente negativo: gli esercizi sono 100mila in meno e i posti di lavoro persi 248mila. La premessa con cui ieri il capo della delegazione di Confcommercio, Francesco Rivolta, ha aperto le trattative con Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil per il rinnovo del contratto nazionale del terziario non dipinge un quadro roseo.
Come spiega Confcommercio in una nota, il contesto «risente della crisi congiunturale e dello stallo dei consumi» ed è quindi «necessario che l’agenda del rinnovo contrattuale contenga, innanzitutto, responsabilità e coinvolgimento delle Parti Sociali per invertire la tendenza in atto».
Ai rappresentanti dei lavoratori interessati – oltre 3 milioni secondo la stima della Fisascat – Confcommercio ha anticipato che «occorrerà lavorare insieme, senza barriere ideologiche, per irrobustire la crescita economica promuovendo un’azione comune per l’alleggerimento della pressione fiscale e per il sostegno anche della domanda interna».
Alla linea di partenza, i sindacati si sono presentati separati, con due piattaforme diverse: Filcams da un lato e Fisascat e Uiltucs dall’altro. La Cgil propone la limitazione della flessibilità e della precarietà del lavoro attraverso forme di stabilizzazione contrattuale, la pianificazione e la programmazione delle aperture domenicali e festive, l’incentivazione e la valorizzazione del secondo livello di contrattazione (aziendale e territoriale) ed una maggiore attenzione ai temi della salute e sicurezza sul lavoro. L’altra piattaforma invece, come spiega il segretario generale della Fisascat, Pierangelo Raineri, «propone il rafforzamento della contrattazione decentrata, la durata triennale del contratto, nuove norme per la valorizzazione della bilateralità, organizzazione del lavoro, orari e classificazione e welfare integrativo, mentre per la parte economica aumenti salariali legati all’indice Ipca, come previsto dalla riforma del modello contrattuale, con decorrenza dal 1° gennaio 2011».
Nonostante la presentazione di piattaforme separate, la Filcams, dice il segretario generale Franco Martini, «vuole proseguire il percorso avviato con il patto per il lavoro, sottoscritto il 23 giugno 2009, che aveva consentito la conclusione unitaria del negoziato per il rinnovo del precedente contratto e aveva consentito la ricerca condivisa delle soluzioni da adottare». Da parte di Confcommercio, per ora massima apertura, ma tenendo conto della premessa e del fatto che «rimane di primaria importanza l’azione sulle leve della competitività e della maggiore produttività del lavoro, che nelle imprese del terziario si traduce in valore aggiunto alla capacità di offrire un servizio di qualità».