“ConfCom” Un’assemblea lacrime e sangue

22/12/2005
    giovedì 22 dicembre 2005

    Pagina 12 – Economia

      IL RETROSCENA

        Riunione fiume degli iscritti che rinvia l´approvazione del bilancio: "Vogliamo vederci chiaro"

          Un’assemblea lacrime e sangue
          «L´ora della svolta è arrivata»

            Compromesso sulla reggenza Sangalli, che sarà affiancato dai sei vice presidenti

              LUISA GRION
              GIOVANNA VITALE

                ROMA – Chiusa in malo modo la lunga epoca Billè, Confcommercio prova a voltar pagina. Ieri, l´assemblea dell´associazione, ha messo il primo paletto per allontanarsi dalla brutta storia dei «fondi del presidente» usati per favorire l´amico Ricucci. Per superare lo smacco dell´acquisto dei quadri e mobili pagati con le quote dei soci. Per fare un passo avanti rispetto alle accuse di appropriazione indebita a carico dell´uomo che per dieci anni ha guidato i commercianti.

                Sergio Billè, non si è presentato all´appuntamento, ha preferito far leggere una lettera in cui ammette «di aver sbagliato ad essermi fidato di Stefano Ricucci» ma dove precisa anche «di aver agito in buona fede». A missiva letta, gelo assoluto. Nessuno ha applaudito, l´ala più dura dell´opposizione ha anzi letto fra le righe del breve testo «messaggi trasversali», «j´accuse generalizzati» piuttosto che un reale pentimento.

                Ma la questione è passata presto ad altro. Quello che ufficialmente doveva essere il primo punto all´ordine del giorno – l´approvazione del bilancio 2005 e del preventivo 2006 – è stato liquidato in pochi minuti: le condizioni per vararlo non ci sono, bisogna prima vedere chiaro nel «fondo del presidente». Quindi se ne riparla a fine gennaio.

                Ieri, prima di tutto, bisognava tracciare il dopo-Billè. E ci sono volute sei ore di dibattito quasi ininterrotto, senza nemmeno una pausa panino, per trovare una soluzione che – fatta salva l´esigenza di fare in fretta – rispettasse «l´anomalia del caso» e le norme previste da statuto. Alla fine il compromesso è stato trovato: a reggere il difficile periodo di transizione sarà Carlo Sangalli, vicepresidente vicario, anche lui indagato per appropriazione indebita. Sangalli, proprio per questo motivo, non era molto favorevole ad accettare la soluzione, nata da una mozione concordata la sera prima all´ormai famosa e affollata «cena dai Gracchi» (dal nome del ristorante romano in cui si è svolta la riunione dei «dissidenti»), ma il fatto che, alla fine, il suo nome fosse l´unico sul quale poter convogliare le due «anime» dell´associazione – quella ancora legata a Billè e quella «disgustata dai fatti» – ha finito per convincerlo. La sua reggenza avrà una durata massima di 90 giorni, tempo entro il quale sarà nominato il nuovo presidente. Sangalli – che accettando l´incarico ha specificato che «se ho una colpa è quella di non avere vigilato a dovere» – sarà affiancato dai sei vicepresidenti dell´associazione: Bocca, Cobolli Gigli, Dardanello, Palenzona, Paolucci e Pecorini. La soluzione – proprio per la diffusa volontà di guardare oltre – è stata votata a maggioranza quasi assoluta: fra i 200 leader di federazioni e Ascom presenti all´assemblea in rappresentanza di 7 mila voti ci sono stati sono tre astenuti, tutti gli altri hanno detto «sì».

                  Ed è proprio Bernabò Bocca, presidente di Federturismo, uno dei «papabili» alla carica in Confcommercio, a precisare che prima si fa, meglio è. Oggi stesso vicepresidenti e Sangalli faranno un giro di telefonate per organizzare il calendario delle tappe che porteranno all´approvazione del bilancio e al rapido rinnovo del vertice. «Dobbiamo dimostrare che cambiare si può – ha detto Bocca – in assemblea abbiamo versato lacrime e sangue, ma dovevamo farlo: Confcommercio è stata terribilmente danneggiata da questa storia. Tre mesi sono il limite massimo, ma fosse per me voterei la prossima settimana. Ad aprile ci sono le politiche e una associazione come questa ha bisogno di un vertice solido e trasparente». Ancor più chiaro il messaggio di Giovanni Bort, presidente dell´Ascom di Trento: «Per questo palazzo è iniziato un nuovo corso, noi non siamo i frondisti, siamo i ripulitori».