“ConfCom” Spunta una carta di credito «gratuita»

02/01/2006
    Martedì 27 Dicembre 2005

      L’INCHIESTA DI PIAZZALE CLODIO

        Caso Billè, spunta una carta di credito “gratuita”

          Il titolo era destinato agli usi privati del presidente. I magistrati ipotizzano il reato di appropriazione indebita

            ROMA – Le consulenze. E poi i palazzi, i quadri, i mobili antichi. E la scalata alla Rcs. E i soldi della Confcommercio che ingrossavano un conto corrente privato. Il suo, quello di Sergio Billè, il Presidente. Si parlerà di tutto questo domani a piazzale Clodio, Procura di Roma, ufficio del dottor Achille Toro. Ma che fossero queste, le contestazioni, era noto.

            Quello che non si sapeva, è che si parlerà anche di una carta di credito particolare, intestata allo stesso Billè e appoggiata su un conto corrente dell’Ente. Destinata agli usi privati del Presidente e senza obbligo di rendiconto; almeno a leggere quello che sostengono i magistrati romani nelle carte dell’inchiesta. Di più: una carta di credito con le stesse caratteristiche era stata assegnata anche ad Aldo Antognozzi, vicepresidente dell’Egap, l’Ente Gestione Attività Promozionali del cui Consiglio direttivo era presidente lo stesso Billè. E a Candido Fois, componente del Consiglio direttivo dell’Egap. Tutti potevano spendere i soldi della Confcommercio per cose private: ristoranti, vacanze, mobili, arredi. Senza dover dare alcuna giustificazione, poiché le norme interne non prevedevano l’obbligo di rendicontare le spese effettuate con quella carta di credito.

            Se ne parlerà domani, durante il primo vero faccia a faccia di Sergio Billè con i tre magistrati che hanno scoperto in casa sua un tesoretto da due milioni di euro fatto di quadri antichi, di statue e di mobili d’epoca. Tutti saldati con i fondi della Confcommercio. I pm Toro, Cascini e Sabelli vogliono capire quanto articolato fosse il ”sistema” messo in piedi da Billè per distribuire fondi e benefit alle persone vicine al vertice di Confcommercio. Gli uomini della Valutaria della Gdf, diretti dal colonnello Bruno Buratti, hanno raccolto una copiosa documentazione anche nello studio professionale presso il quale risultava la sede dell’Egap. Sarebbero state raccolte informazioni dettagliatissime sui mille rivoli che prendevano le quote associative pagate ogni anno dai consociati Confcommercio; e Billè potrebbe essere chiamato a spiegare il perché di questa presunta, sistematica, sottrazione di denaro.

            Per i magistrati si tratta di appropriazione indebita, poiché la Confcommercio è un ente privatistico. E potrebbe pure sorgere una questione giuridica sulla effettiva possibilità dei magistrati di agire per perseguire reati per i quali non c’è ancora una querela specifica.
            Probabilmente si parlerà anche di questo, domani, quando Billè si presenterà con i suoi legali. Uno di questi dovrebbe essere il professor Giuliano Pisapia, che lo assiste nelle questioni giudiziarie a Milano; ma è molto probabile che il presidente della Confcommercio chieda anche l’assistenza di un professionista romano.

          M.Mart.