“ConfCom” Quei settanta milioni spariti

22/12/2005
    giovedì 22 dicembre 2005

    Pagina 13 – Economia

    Quei settanta milioni spariti
    tra case d´asta, affitti e azioni

      "Così presidente e soci si appropriavano dei contributi"

        Dei 17 milioni l´anno che arrivavano dai soci, solo tre finivano nelle casse della Confcommercio
        Ecco le carte dei pm che accusano Billè e gli altri quattordici dirigenti della confederazione dei commercianti di aver trattenuto per se stessi 5 milioni l´anno
        La Guardia di Finanza ha verificato finora che i quadri, mobili e arredi da lui acquistati utilizzando i soldi versati dalle aziende valgono 1,3 milioni di euro

          ROMA – Settanta milioni spariti tra case d´asta, azioni, e affitti di lusso. Ecco il bottino di Sergio Billè, secondo i magistrati che lo accusano di appropriazione indebita per aver saccheggiato Confcommercio.

          Reperto numero settecento da controllare, e ce ne sono ancora a decine. In meno di due giorni la Guardia di finanza è arrivata alla conclusione che il presidente di Confcommercio ha acquistato con i soldi dei soci quadri d´autore, mobili e arredi per 1,3 milioni di euro alle aste di Sotheby´s e Finarco. Sono più della metà dei 2 milioni di euro di opere d´arte sequestrate a casa Billè, che fanno parte del maxisequestro di 75 milioni.

          La Guardia di finanza ieri ha depositato in procura un primo floppy disk, con l´elenco dei beni sequestrati. Stabilire quali quadri o mobili, nel dettaglio, siano stati acquistati con il denaro di Confcommercio o con soldi personali è il lavoro che gli inquirenti stanno svolgendo in queste ore. I dipinti più preziosi sono valutati in 25 mila euro mentre il mobile più caro è del XVIII secolo ed è stato comprato qualche anno fa per 250 milioni di lire.

          L´inchiesta prende in esame gli ultimi cinque anni di vita del fondo del presidente. Il meccanismo era semplice ed è spiegato nell´ordinanza. Il denaro versato dai dirigenti per rimpinguare la cassa previdenziale, «o veniva speso direttamente da Billè oppure finiva nel conto Egap, ente promozionale usato come scatola vuota, da cui il capo prelevava per sé e per i suoi più stretti collaboratori». Il gip scrive che su «17 milioni di finanziamenti annui» Billè ne lasciava a Confcommercio soltanto «tre». Complessivamente Billè e gli altri indagati, dal 2000 al 2005 «si appropriarono indebitamente per ciascun anno di 5 milioni di euro». Il resto o quasi è stato trasferito (come anticipo di un acquisto immobiliare) ad una società del gruppo Ricucci (Garlsson) in un conto con il quale sono state acquistate tra l´altro azioni Capitalia.

          «Dall´analisi delle operazioni in uscita dai conti del presidente – recita l´ordinanza – si trova traccia di consistenti prelevamenti in contanti pari a 269.303 euro». Il denaro speso alle case d´asta da Billè per mobili, quadri, argenti, vetri di murano, ammonta «701.712 euro». «Consistenti i bonifici in favore dell´Egap, ben 9 milioni 950 mila euro». Da quel fondo si prendeva per tutti e sono tredici gli indagati al vertice di Confcommercio. Infatti non è soltanto Billè ad avere saccheggiato il fondo dell´associazione.

          Il denaro veniva distribuito fra amici. Esorbitanti i compensi a favore del presidente, dei vicepresidente, dei consiglieri e dei revisori. «1.105.000 euro per Billè, 238 mila per i vicepresidenti, 155 mila per il collegio dei revisori». Eppoi «l´affitto per un´appartamento in via Durini nel centro di Milano in uso alla moglie di un dirigente di Confcommercio, Aldo Antognozzi». Venivano «versati 95 mila euro l´anno». Sì, c´è anche il capitolo appartamenti di lusso. Nonostante Concommercio offra una casa in cui abitare al presidente in via dell´Anima, dietro piazza Navona, Billè non c´è voluto andare. Così ha deciso di prendere in affitto una casa in via dell´Ara Coeli, dietro il Campidoglio. Canone – prelevato dal fondo vietato – da 114 mila euro.

          Un filone d´indagine riguarda le consulenze d´oro. Ma l´attenzione degli inquirenti si concentra su un dirigente di Confcommercio, Candido Fois, sardo, docente di diritto a Padova, avvocato del pool di Lodi che ha curato per Giampiero Fiorani la scalata ad Antonveneta.

        (e. v.)
          il divieto cancellato
          Nell’87 la Confcommercio si era data una regola: niente pagamenti extra e emolumenti a favore del presidente, dei consiglieri e sindaci. Nel 1995 la deliberà viene revocata, perché ritenuta
          invasiva delle prerogative del consiglio

            organi all’oscuro
            La creazione di un fondo occulto nell’esclusiva disponibilità del presidente ha consentito
            a Billè e agli altri indagati di appropriarsi del denaro dell’associazione all’oscuro dei suoi organi
            dirigenti, tranne gli indagati

              la scatola vuota
              I contributi versati dalle aziende finivano nel conto di Billè e di qui transitavano in conti
              correnti intestati all’Egap, associazione per servizi di consulenza ma in realtà secondo i pm una scatola vuota per distribuire prebende

                cinque dirigenti
                Nel 1995, l’Egap riconosce a Confcommercio un contributo annuo finalizzato al programma di ristrutturazione e a interventi di politica organizzativa. Per esigenze di “semplificazione” il
                contributo viene dato però solo a 5 dirigenti

                  mobili e arredi in comodato
                  Nel ’98 l’Egap decide di acquistare un appartamento in via dell’Anima a Roma. Nel ’99 incarica Billè di acquistare mobili e arredi e nel 2001, visto il protrarsi dei lavori, dà quei beni in comodato gratuito a Billè. Ma i lavori nella nuova sede non sono mai iniziati

                    affitti e subaffitti
                    I contributi vanno a pagare l’affitto dell’abitazione di Billè a via dell’Aracoeli a Roma: 114 mila euro annui. Ma vanno anche a pagare il canone di un appartamento dato in subaffitto a Milano a Elsa Carini, moglie del vicepresidente Egap Aldo Antognozzi