“ConfCom” Quegli appetiti sull’ex «fondo segreto»

15/02/2006
    sabato 11 febbraio 2006

    ECONOMIA ITALIANA – Pagina 15

    I NODI DA SCIOGLIERE

    Quegli appetiti sull’ex �fondo segreto�

      V.CH.

      ROMA – Mentre ancora si attende la fine delle indagine dei pm di Roma sul �fondo del presidente� di Confcommercio, il viatico di Carlo Sangalli non si annuncia certo facile. Il primo scoglio riguarda il rapporto con le grandi catene commerciali: Federdistribuzione si rallegra per l’elezione di Sangalli, ma � ancora prematuro parlare di rientro dopo l’uscita a fine anno. �L’elezione ci facilita nell’esaminare un’eventuale ricongiunzione� afferma Giovanni Cobolli Gigli, che deve per� fare i conti con la valutazione dei grandi gruppi che vorrebbero "contare" molto di pi� a Piazza Belli e, soprattutto, a livello locale. Al tempo stesso si vocifera che il patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, sia sempre pi� insofferente nei confronti della prospettiva di un ritorno in Confcommercio. Il confronto con le grandi catene si baser� sulle contropartite a livello locale e nazionale (gestione e rilancio degli investimenti, porte aperte alla Gdo nelle citt�, liberalizzazione dei settori finora protetti, come la benzina).

      In secondo luogo il clima nella Confederazione � moltoteso. ieri a Piazza Belli c’� stata una manifestazione contro i vertici dell’Unione commercianti di Roma e del Lazio dopo il lodo che ha azzerato le elezioni di marzo: i rappresentanti ieri nell’assemblea Confcomnmercio non sarebbero stati legittimati. Bufera anche in Fipe dopol’espulsione di Bill�, che far� ricorso. Contestazioni sulla legittimit� della procedura anche da parte dei grandi gruppi della ristorazione. La presenza di Ezio Ardizzi (peraltro indagato con Bill�) per la Fipe nell’assemblea Confcommercio potrebbe essere a rischio di illegittimit�. Insomma, da parte dei grandi gruppi dei pubblici esercizi presenti in Fipe arrivano segnali di crescente insofferenza nei confronti della direzione presa dall’associazione.

      Ci sar� poi il problema della gestione dei fondi. In bilancio entrano ufficialmente circa 15 milioni di euro in pi� all’anno, molte Ascom e organizzazioni di categoria sono indebitate o soffrono da asfissia da risorse. Insomma, sarebbe gi� partita la caccia alla possibilit� di tirare una boccata di ossigeno, oppure di avere pi� fieno in cascina per i progetti. Soprattutto si dovranno ridiscutere i meccanismi di contribuzione alla luce di tutte le risorse disponibili. E su questo terreno Bort si prepara a giocare un ruolo chiave da quella provincia di Trento che ospita peraltro la Seac, ossia la societ� legata all’Ascom che ha un ruolo leader in Italia nella gestione dei servizi per le imprese.

      Intorno al 23 febbraio si dovrebbe svolgere il Consiglio generale per eleggere la Giunta e i vicepresidenti di Confcommercio. Per la carica di vicario � in corsa Bernab� Bocca, leader di Federalberghi. L’accordo con la Lega di Verona prevederebbe la nomina di Gianni Bort ad amministratore confederale, pi� – si dice – tre posti di vicepresidente e una decina almeno in Giunta. Una trentina di rappresentanti in Consiglio fanno capo alla Lega di Verona, mentre altrettanti sono stati "billeiani" di lungo corso. Piero Blondi si � detto critico e si � astenuto sul Consiglio.