“ConfCom” Le Fiamme gialle sequestrano i tesori di Billè

20/12/2005
    martedì 20 dicembre 2005

    Pagina 9 – Primo Piano

    L’INCHIESTA - PERQUISIZIONI E INTERVENTI PREVENTIVI

      Le Fiamme gialle sequestrano i tesori di Billè

        Guido Ruotolo

          ROMA
          Quadri e ancora quadri. Pezzi d’arte e di arredamento del Sedicesimo secolo: consolle, specchiere, tavolini, fauni di bronzo che danzano, ribaltine, sedie in noce, candelabri a forma d’angelo, appliques. Il tutto per un valore di due milioni di euro. E poi conti correnti, tanti conti correnti da ieri, assieme ai pezzi d’arte e di arredamento, sono posti sotto «tutela giudiziaria». Per tutto il giorno i finanzieri del nucleo provinciale di Milano e del nucleo speciale di polizia valutaria sono stati impegnati nel sequestro preventivo (ordinato dal gip Villoni) di beni e di conti correnti riconducibili a Sergio Billé, il potente presidente della Confcommercio indagato con altri dalla procura di Roma, per appropriazione indebita continuata e aggravata. «Ho fatto tutto in regola – ha commentato il presidente Billé, già autosospeso – e sono in grado di spiegare tutto».

            Ma l’affaire Billé rischia ormai di travolgere tutto il vertice di Confcommercio. Sono infatti indagati anche i vicepresidenti Carlo Sangalli e Ferruccio Dardanello, il direttore generale Luigi Taranto, l’amministratore Aldo Poli, Ezio Ardizzi e Vincenzo Gervasio, componenti del Comitato di presidenza di Confcommercio.

              Sono a una svolta le indagini che erano partite da Milano e che poi sono finite per competenza a Roma. I magistrati milanesi si erano imbattuti in Sergio Billé indagando sull’immobiliarista romano Stefano Ricucci. In particolare, avevano documentato il versamento di 39 milioni da parte di Billè su un conto estero della società «Garlsson Real Estate S. A.», riconducibile all’immobiliarista Stefano Ricucci. Billè giustificò quella somma con l’acquisto di un immobile in via Lima, a Roma. Ma i finanzieri sono riusciti a ricostruire la movimentazione dei 39 milioni che dal conto di Billé presso la Banca Esperia di Milano sono finiti in Lussemburgo, presso la Societè Generale Bank et Trust, e poi in Svizzera, a Lugano, presso la Bipielle Bank.

                «Il 15 luglio – scrive il gip Villoni – la somma veniva girata (assieme a ulteriori 3 milioni di euro provenienti da Magiste International S.A.) dal conto vincolato a un conto libero. In data 15, 20 e 21 luglio venivano eseguiti tre acquisiti di azioni Capitalia per un totale di 9.740.000 azioni per euro 45.919.560 di valore di carico». Sostengono gli inquirenti: «Le azioni Capitalia venivano infine girate in deposito a garanzia intestato a Garlsson R.E. SA presso la sede di Milano della Banca Popolare Italiana in data 10 agosto 2005, aggiungendosi alle azioni RCS Mediagroup già in pegno».

                  A leggere le carte del gip Villoni nei confronti di Billé, dei suoi due vice, Carlo Sangalli e Ferruccio Dardanello, dell’immobiliarista Stefano Ricucci e degli altri indagati (in tutto sono 15) esce un quadro sconcertante.

                    Breve premessa del gip, che riguarda «il fondo riservato del presidente, alimentato, nel periodo primo gennaio 2004 – 30 settembre 2005, della somma complessiva di 30 milioni e 566.495 euro»: «Vale ora dare conto delle risultanze d’indagine relative alle movimentazioni bancarie effettuate sui conti intestati all’Egap, l’Ente gestione attività professionale. Avrebbe dovuto assolvere alla prestazione di servizi di consulenza, in realtà era una scatola vuota utilizzata, in via pressoché esclusiva, per l’erogazione di ingenti somme di danaro nell’interesse personale dei correi». Come, per esempio, i «compensi»: «Euro 1.105.000 per il presidente; euro 238.000 per il vice presidente; euro 155.000 per i consiglieri e per il presidente del collegio dei revisori; euro 11.000 per i revisori». Fa sapere il gip: «Tali importi, alcuni dei quali già esorbitanti, debbono essere maggiorati del 38%, percentuale prevista come indennità di fine rapporto dalla modifica statutaria del 1995 e peraltro già distribuita due volte tra gli amministratori tuttora in carica».