“ConfCom” La «reggenza» all’indagato Sangalli

22/12/2005
    giovedì 22 dicembre 2005

    Pagina 6 – Oggi

      Confcommercio si affida all’indagato Sangalli

        La «reggenza» al leader dell’associazione milanese
        Billè: prego tutte le sere, un errore fidarmi di Ricucci

          di Roberto Rossi / Roma

            CAMBIAMENTO – Un’assemblea fibrillante. Durata oltre sei ore. Con la quale i commercianti si sono liberati di Sergio Billè, affidando la reggenza di Confcommercio a Carlo Sangalli, presidente dell’Unione milanese, da pochi giorni indagato a Roma. Con un compito preciso: quello di traghettare la confederazione fino alle prossime elezioni presidenziali.
            L’assemblea, tenutasi nella sala Orlando del palazzo in piazza Gioacchino Belli, sede principale della confederazione, è iniziata alle 11. Erano presenti 200 delegati, titolari di 7mila voti.

              L’assise è stata presieduta proprio da Sangalli in qualità di vicario. Billè, autosospesosi una settimana fa, non si è presentato.Al suo posto una lettera. Con la quale, secondo i presenti in sala, ha tentato una difesa accorata giocata non sul merito ma sull’emotività. Tra le tante cose che ha scritto, «prego ogni sera per fare in modo che tutta finisca bene», ha anche scaricato Stefano Ricucci. «Ammetto di aver sbagliato ad essermi fidato di Ricucci» avrebbe scritto Billè. L’immobiliarista nel frattempo era davanti alla magistratura romana per una deposizione nell’ambito del filone di indagine legato agli accertamenti sulla scalata alla Rcs.

                L’assemblea ha vissuto, comunque, momenti di tensione. Verso le 14,30 è stata anche sospesa per 10 minuti per placare gli animi. Al centro del contendere la reggenza della confederazione. Il nome di Sangalli, nonostante l’avviso di garanzia da parte della Procura di Roma, era quello più accreditato per trovare una quadratura del cerchio. L’idea di affidarsi al numero uno dei commercianti milnaesi era stata accettata anche dalla Lega di Verona (i commercanti veneti, trentini ed emiliani che per primi avevano organizzato la fonda a Billè) che avrebbe voluto fare piazza pulita di tutti gli inquisiti (quindici in totale). Un percorso non praticabile, quest’ultimo, perché avrebbe significato la decapitazione di tutto il vertice di Confcommercio.

                  E allora Sangalli. Che però ha resistito. Per due volte l’assemblea ha tentato un’acclamazione per applauso. Per due volte Sangalli ha rifiutato. Perché? Sangalli temeva che la reggenza potesse inficiare la corsa alla presidenza. Questo avrebbe scatenato i malumori sfociati nella sospensione. Alle fine Sangalli si è arreso. Su 7mila voti solo 50 astenuti.

                    «L’assemblea di Confcommercio – ha detto lo stesso presidente di UnionCamere – ha preso atto della sospensione di Sergio Billè e ha chiesto al vicepresidente vicario di assumere la reggenza». «Io – ha proseguito Sangalli – ho pregato l’assemblea di affiancarmi per questo periodo un ufficio di presidenza». Che sarà composto da sei vicepresidenti (Bernabò Bocca, Giovanni Cobolli Gigli, Ferruccio Dardanello, Fabrizio Palenzona, Umberto Paolucci e Franco Pecorini).

                      L’assemblea ha anche deciso di rinviare il voto del bilancio 2005 e di quello previsionale 2006 a fine gennaio per permettere l’inserimento del “fondo del presidente”. Ha spiegato Giovanni Bort dell’Ascom di Trento: «Abbiamo fatto questa scelta perché il bilancio non poteva essere approvato finché non conoscevamo le reali consistenze per l’anno prossimo».

                        Adesso Sangalli avrà 90 giorni (ma forse basteranno due mesi) per convocare una nuova assemblea chiamata a scegliere un volto nuovo per i commercianti. Un volto per far dimenticare il «pasticcere di Messina» che dopo dieci 10 anni esce di scena in modo inglorioso.