“ConfCom” Indagati Ricucci e Sangalli

21/12/2005
    martedì 20 dicembre 2005

    IN PRIMO PIANO – Pagina 11

      Scandali Finanziari: l’affare Confcommercio

      Indagati Ricucci e Sangalli

        Sequestrati 75,2 milioni – Perquisita l’abitazione di Billè

          Vincenzo Chierchia

            ROMA – I vertici della Confcommercio sono sempre nella bufera, sotto l’incalzare delle iniziative dei magistrati di Roma, guidati dal procuratore aggiunto Achille Toro, che indagano sulla gestione delle risorse extra bilancio della Confederazione dei commecianti – il cosidetto «fondo del presidente» – e sui collegamenti con la scalata dell’immobiliarista Stefano Ricucci al gruppo Rsc.

            Gli indagati sono saliti da ieri a una quindicina. Tra loro vi è lo stesso Ricucci, l’amministratore della Confcommercio Aldo Poli, i vicepresidenti Carlo Sangalli e Ferruccio Dardanello. E così l’assemblea si aprirà, per l’associazione dei negozianti, in un clima di profonda incertezza.

            Il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, nei giorni scorsi era stato raggiunto da una informazione di garanzia per appropriazione indebita aggravata ed aveva optato per l’autosospensione. Presso lo studio del commercialista romano Alvaro Brugnoli era stata posta sotto sequestro la documentazione sul’attività dell’Egap, l’ente per le attività promozionali, facente capo a Confcommercio, Ascom Messina e Fipe. Sotto la lente dei magistrati di Milano prima e di Roma poi c’è da mesi il compromesso per l’acquisto da parte di Billè, per conto di Confcommercio, dell’immobile di Via Lima 51 a Roma dal gruppo Magiste di Ricucci.

            Da ieri l’inchiesta ha innestato la quarta. I finanzieri capitolini del Nuclea valutario e quelli milanesi del Nucleo provinciale hanno messo a segno una raffica di sequestri per un totale di 75,2 milioni di euro. In particolare sono stati bloccati fondi per oltre una ventina di milioni presso Banca Esperia, altri conti sarebbero stati bloccati presso la Popolare di Sondrio e presso la Banca di credito cooperativo di Roma.

            La parte più consistente dei fondi è stata poi bloccata presso la Banca popolare italiana (conto Garlsson presso la Bpi di Milano): si tratta di quei 39 milioni (investiti in azioni di Capitalia) pagati al compromesso da Billè a fine febbraio per acquisire dalla Garlsson (società del gruppo Magiste con sede alle Isole vergini) la lussemburghese Ariane Sa che, a cascata, avrebbe dovuto rilevare l’immobile di Via Lima. E proprio ieri il gruppo Magiste ha comunicato di aver ceduto a Confcommercio l’immobile di Via Lima che dovrà essere ricostruito da cima a fondo con un investimento di oltre 11 milioni. Per i magistrati di Roma l’operazione è da considerarsi «fittizia» e i sostituti procuratori Rodolfo Sabelli e Giuseppe Cascini hanno chiesto al gip Orlando Villoni il sequestro dell’immobile.

            Sempre ieri è stata perquisita l’abitazione romana di Billè in via dell’Ara Cieli, presso la quale i finanzieri hanno iniziato a mettere i sigilli a centinaia di oggetti d’arte (quadri e mobili) valutati approssimativamente diversi milioni di euro. Il numero di oggetti è tanto elevato che non sarebbe bastata una giornata intera per metterli tutti sotto chiave. Secondo l’accusa Billè avrebbe "distratto" circa 15 milioni per attività ritenute non istituzionali.

            Le indagini procedono ora su vari fronti. Innanzitutto, sono state bloccate le disponibilità finanziarie extra bilancio. In secondo luogo, i magistrati hanno iniziato a intervenure nella gestione dell’Egap, la cassa che sarebbe servita per far uscire dal sistema Confcommercio ingenti risorse, sotto forma di emolumenti, consulenze d’oro o affitti di comodo. Inoltre, l’operazione Via Lima è stata ritenuta come prova di un accordo occulto tra lo stesso Billè e Ricucci, anche sulla base di testimonianze che sarebbero state acquisite dai magistrati milanesi nell’ambito dell’indagine sulla scalata della Bpi di Gianpiero Fiorani alla Banca Anton Venata.

            «Ora basta, Billè se ne vada subito» ha commentato Piero Blondi, presidente della Confcommercio Emilia-Romagnana. Billè si è detto pronto a fornire ai magistrati tutti i chiarimenti richiesti, precisando che le opere d’arte a casa sua sono in comodato da Confcommercio. Sangalli, vicepresidente vicario e designato come reggente dopo l’autosospennsione di Billè si è detto «sorpreso e amareggiato, ma fiducioso nei magistrati».