“ConfCom” Decolla l´indagine Billè-Ricucci

20/12/2005
    martedì 20 dicembre 2005

    Pagina 14 – Economia

    Decolla l´indagine Billè-Ricucci
    sequestrati dipinti, mobili e titoli

      Confcommercio, 13 indagati per appropriazione indebita
      le inchieste

      ELSA VINCI

        ROMA – Con il "fondo del presidente", denaro che non avrebbe mai dovuto toccare se non nell´interesse di Confcommercio, ha acquistato titoli, oggetti d´arte, pagava l´affitto della sua abitazione dietro al Campidoglio a Roma, e quello di un appartamento nel cuore di Milano occupato dalla moglie di un dirigente dell´associazione. Il forziere rimpinguato ogni anno dagli iscritti per sostenere le spese di rappresentanza e le necessità straordinarie della confederazione sarebbe stato saccheggiato del 75% ogni anno da Sergio Billè, presidente di Confcommercio autosospeso, e dai suoi più stretti collaboratori. Da lì sono stati prelevati i 39 milioni girati a Stefano Ricucci, l´immobiliarista ex scalatore di Rcs, come anticipo per l´acquisto di un palazzo ai Parioli a Roma. Un´operazione considerata «fittizia» dagli inquirenti, anche se ieri è stata perfezionata dalle parti nonostante il sequestro disposto dalla magistratura.

        L´inchiesta sui fondi della Confcommercio si allarga e la guardia di finanza arriva a casa di Sergio Billè, perquisita, come un altro appartamento offerto dalla confederazione al presidente ma non abitato.

        Sequestrati mobili e preziosi dipinti per il valore di due milioni di euro. Ma i sequestri complessivi dei conti in quattro banche, di titoli e azioni fatti nella giornata di ieri ammontano a 75 milioni di euro. A poche ore dall´assemblea per l´approvazione del bilancio, il futuro di Billè si complica.

        L´inchiesta trascina sul registro degli indagati oltre a Ricucci, che adesso viene accusato pure di concorso in appropriazione indebita (i 39 milioni), un suo collaboratore, Guglielmo Franzoni, e ben tredici dirigenti di Confcommercio. A partire dal vicepresidente reggente, Carlo Sangalli e dal suo vice, Ferruccio Dardanello. L´appropriazione indebita tocca inoltre Aldo Poli, Aldo Antoniozzi, Candido Fois, Antonio Savasia, Luigi Taranto, Giuseppe Russo, Alvaro Brugnoli, Giuseppe Pizzonia, Ezio Ardizi, e Vincenzo Gervasio, delegato delle relazioni sindacali. Tutti accusati di aver messo le mani nel forziere.

        La finanza su richiesta dei magistrati romani ha sequestrato i 39 milioni versati da Billè a Ricucci, in azioni e titoli Capitalia presso la sede milanese della Banca popolare italiana. Altri 36,2 milioni di euro custoditi su conti intestati a Billè e a Confcommercio sono stati sequestrati nella sede di Milano di Banca Esperia. Questo denaro dal fondo del presidente è stato girato su un fondo Egap, l´ente di gestione attività promozionali di Confcommercio, che secondo i pm, Rodolfo Sabelli e Giuseppe Cascini, avrebbe fatto da contenitore per l´utilizzo delle risorse. Sequestri di conti personali e dell´associazione anche a Roma presso due agenzie della Banca Popolare di Sondrio.

        Nessuno si aspettava una galleria d´arte in casa Billè. Il presidente avrebbe distratto dai fondi dell´ente 15 milioni annui per attività non istituzionali. «Il provvedimento – si è difeso Billè – riguarda esclusivamente il sequestro preventivo di alcuni quadri acquistati per conto della Confcommercio e che erano presso il mio domicilio a seguito di un regolare contratto di comodato risalente a un periodo di gran lunga precedente all´indagine in corso». Le richieste dei pm Cascini, Sabelli, e dell´aggiunto Achille Toro sono state firmate dal gip Orlando Villone, le perquisizioni e i sequestri sono stati eseguiti a Milano dal nucleo provinciale della finanza e a Roma dagli uomini del nucleo valutario comandato dal colonnello Bruno Buratti.

          «Sono sorpreso e amareggiato – dice il vicepresidente vicario Carlo Sangalli – ma ho piena fiducia nella magistratura per una soluzione rapida di questa vicenda». L´inchiesta sulla Confcommercio è uno stralcio di quella nata sulla scalata a Rcs e allargata ai conti della Magiste. Ora a Ricucci si contestano bilanci gonfiati e false fatture per operazioni concluse e, si sospetta, per altre mai realizzate. Sono state proprio le indagini sulle ultime operazioni immobiliari effettuate dal marito di Anna Falchi a incastrare Billè. «Pronto a rispondere in procura».