“ConfCom” Billè, il «pasticciere di regime» senza pasticceria

02/01/2006
    martedì 27 dicembre 2005

      Pagina 4 – Economia

      il caso

        Billè, il "pasticciere di regime" senza pasticceria

          DAL NOSTRO INVIATO
          ALESSANDRA ZINITI

            MESSINA – Dai 70 chili di gelato gianduia per ogni compleanno di Ciriaco De Mita all´ultima partita di cannoli spedita a Francesco Cossiga. Nel registro dei clienti vip è entrato di recente anche Bruno Vespa: «È cominciato in occasione di un "Porta a porta" a cui partecipava Sergio». Sergio è Sergio Billè, il presidente di Confcommercio autosospesosi, ma solo a Roma, dopo il coinvolgimento in inchieste giudiziarie. Ma in Sicilia Billè non ha mollato né la poltrona di presidente della Federazione regionale del commercio né quella di presidente della Camera di commercio di Messina.

            "Pasticcere di regime" lo hanno chiamato per anni proprio per quel continui legare la sua attività di titolare della più famosa pasticceria di Messina con i suoi stretti rapporti con i potenti. Ma di Billè, nel locale della centralissima piazza Cairoli fondato negli anni Trenta dal papà pasticcere, è rimasto solo il nome stilizzato nell´insegna. «Quello che è sicuro è che la pinacoteca non se l´è fatta vendendo cannoli – ironizza un anziano professionista messinese al banco degli aperitivi – . Questo è un pezzo della storia di Messina che stava andando in malora». Pochi dei suoi clienti vip sanno, forse, che la pasticceria Billè non è più del presidente di Confcommercio. Nel 2000 l´hanno rilevata quattro famiglie di noti imprenditori della città: i Siracusano, assicuratori, i Barbera, industriali del caffè, i Risciotto, viaggi e turismo, e i Vinci del settore della grande distribuzione. «Ci dispiace per le vicende che sta attraversando Billè, ma noi con lui non c´entriamo nulla», dice Gabriele Siracusano. A Sergio Billè è rimasta una partecipazione del 10 per cento.

            All´interno del locale neanche una foto sua e dei suoi insigni ospiti. I nuovi soci pensano ai cannoli e alla pignolata, pezzo forte della pasticceria. Billè qui non si vede da anni, ma ogni tanto fa arrivare ordini per clienti illustri: e da piazza Cairoli partono vassoi di cannoli per il Quirinale, per palazzo Chigi, per le residenze private di Berlusconi, per i meeting di Cernobbio.