“ConfCom” Billè alla resa dei conti in assemblea

22/12/2005
    mercoledì 21 dicembre 2005

    IN PRIMO PIANO- Pagina 18

      Scandali Finanziari
      il caso Confcommercio

        Billè alla resa dei conti in assemblea

        Consulenze e «affaire» Enasarco nel mirino dei magistati

          Vincenzo Chierchia

            ROMA – L’assemblea è convocata per oggi, a Roma, e tra i 250 delegati Confcommercio cresce la voglia di cambiare, dopo i colpi dell’inchiesta dei magistrati romani coordinati dal procuratore aggiunto Achille Toro, che sta decapitando la Confederazione. L’inchiesta ha coinvolto per appropriazione indebita dei fondi extra bilancio (lunedì sono stati sequestrati 75,2 milioni) il presidente Sergio Billè ed altre 14 persone tra cui l’immobiliarista Stefano Ricucci, il direttore generale di Confcommercio Luigi Taranto, i vicepresidenti Carlo Sangalli e Ferruccio Dardanello, e i componenti del Comitato di presidenza Ezio Ardizzi, Vincenzo Gervasio e Aldo Poli (l’amministratore).

            Del tutto estraneo alla vicenda invece il vicepresidente Umberto Paolucci, top manager di Microsoft per l’Europa, che ribadisce di non aver mai preso un soldo per iniziative confederali. Così come si dice estranea alla gestione dei fondi extra bilancio, negli anni scorsi, la società Bridgepoint.

            Dopo aver messo nel mirino l’Egap, l’ente pagatore dei fondi extra bilancio, ed aver sequestrato le disponibilità del «fondo del presidente», i magistrati sono al lavoro su due fronti. Da un lato sono state acquisite a Roma e riesaminate a findo intercettazioni telefoniche che riguarderebbero Billè e Ricucci e nelle quali si farebbe riferimento ad iniziative d’affari, tra cui vi sarebbero – secondo indiscrezioni – anche gli appalti per la gestione degli immobili Enasarco. Queste intercettazioni, secondo gli investigatori, avrebbero assunto oggi un ruolo completamente diverso dal passato e importante alla luce degli ultimi sviluppi investigativi e aggraverebbero la posizione dell’immobiliarista.

            Dall’altro, dopo aver delineato l’attività dell’Egap (cui sono stati sequestrati conti per 5,6 milioni) e dei suoi componenti i finanzieri del Nucleo valutario stanno indagando sul giro di consulenze legate all’Egap (società e noti professionsti) e sulle attività esterne a Confcommercio forse finanziate anche con risorse extra bilancio. Da qualche anno, ad esempio, Confcommercio organizza seminari internazionali a Cernobbio con lo Studio Ambrosetti.

            Sotto i riflettori degli inquirenti ci sono poi figure come quelle di Candido Fois, Antonio Salafia, Giuseppe Pizzonia e Aldo Antognozzi: gli inquirenti ritengono che, a vario titolo, avrebbero svolto un ruolo rilevante nella «organizzazione scientifica» della finanza parallela della Confederazione, rappresentando, alcuni, il punto di contatto con la fonte di approvvigionamento delle risorse, i fondi di previdenza dei dirigenti del commercio (Negri e Besusso).

            Tra i componenti della Confederazione cresce la fronda (ieri è stato un susseguirsi di contatti culminati in una megariunione al ristorante Taverna dei Gracchi).

            Dopo 10 anni di leadership Billè ha optato per l’autosospensione, sia pure a termine (forse due mesi). Alcuni propendono per il «piazza pulita», anche perché anche sui conti del 2006 non c’è stata la chiarezza auspicata, qualcuno parla anche di commissariamento. «È evidente la necessità di andare ad una verifica della volontà assembleare anticipando la normale scadenza di rinnovo degli organi – dice Cesare Pambianchi, presidente di Confcommercio Lazio e Roma -. Numerose e importanti associazioni criticano da tempo Billè. Dovranno essere queste associazioni, o le loro aggregazioni, ad assumersi la responsabilità di definire un programma e una linea organizzativa di rinnovamento e di rilancio della Confederazione e del gruppo dirigente incaricato di perseguirli». «La posizione di Billè è sempre più difficile» dice Gianni Bort, presidente dei commercianti trentini e tra i leader della Lega di Verona da tempo contrapposta a Billè. «Non voteremo il bilancio perché non è stato corretto secondo i principi di trasparenza promessi dall’amministratore Poli – aggiunge Bort -. Tra l’altro neppure esiste nello statuto l’autosospensione». «Spero che Billè abbia dignità e non si presenti, subito un nuovo presidente» dice Piero Blondi presidente dei negozianti dell’Emilia-Romagna. «I conti sono falsati» per Ennio Sanese (Ascom Rimini). «Sono molto amareggiato – commenta Massimo Albonetti, presidente di Confcommercio Venezia e Veneto – e non partecipo all’assemblea. Sicuramente ci vuole una svolta, ma dobbiamo cercare una via unitaria. Essere all’oscuro di quello che accadeva a Roma è sconcertante». «Non ho perso le speranze per una buona soluzione» aggiunge Roberto Helg, vicario di Billè alla guida di Confcommercio Sicilia.