“ConfCom” Alla scoperta del «tesoretto»di Billè

21/12/2005
    mercoledì 21 dicembre 2005

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      Alla scoperta del «tesoretto»di Billè

        L’inchiesta sul fondo Confcommercio
        punta a individuare i beneficiari esterni

          di Roberto Rossi / Roma

            ESORETTO – Per catalogare il tesoro casalingo di Sergio Billè ci sono voluti quasi due giorni. Nella dimora del presidente di Confcommercio, in via Aracoeli 4 a Roma, la Guardia di Finanza ha messo i sigilli a un patrimonio di circa due milioni di euro. Moltissimi quadri, tra i quali alcuni di Salvatore Colonelli Sciarra, pezzi d’arte e di arredamento, tra cui anche la spalliera del letto del sedicesimo secolo, e inoltre fauni danzanti in bronzo, cassapanche, ribaltine, candelabri a forma d’angelo, sedie in noce, e altri oggetti. Tutti comprati con soldi della Confcommercio, tutti, ha spiegato Billè, con un regolare contratto di comodato d’uso.

              Per ora i beni sequestrati dalla Finanza rimarranno al loro posto, nell’appartamento romano pagato con i soldi dell’Egap, l’ente di gestione delle attività promozionali costola della Confcommercio, anche se per la residenza del presidente era stato comperato un altro appartamento, in via dell’Anima, sempre a Roma.

                Ma quello trovato in casa del pasticcere di Messina è solo una parte di un tesoro che ancora non è stato ben delineato. Tesoro che, secondo i magistrati, aveva una solida base: il fondo del presidente. Un fondo extra bilancio sul quale confluivano circa 20 milioni di euro l’anno ma dal quale ogni anno ne venivano distratti circa 15. Per farne cosa? Questo è il nodo della questione.

                  Quello che si sa e che una parte di questi soldi, che giravano su diversi conti correnti in parte intestati all’Egap, per i magistrati «una scatola vuota utilizzata per l’erogazione di ingenti somme di danaro nell’interesse personale dei correi», sono stati utilizzati per gli scopi più disparati. Come per elargire i «compensi» che ogni anno i vertici della Confcommercio si autoassegnavano, e che per l’accusa erano «maggiorati», e che sono costati ai vicepresidenti Carlo Sangalli e Ferruccio Dardanello nonché all’amministratore Aldo Poli l’iscrizione nel registro degli indagati della procura di Roma per appropriazione indebita. Ma i soldi di Confcommercio venivano usati anche per pagare l’iscrizione del presidente Billè all’Aspen Institute Italia (30mila euro l’anno), o per bonifici a case d’asta (anche fino a 700mila euro).

                    Che poi in realtà erano quisquiglie. Perché la vera grande operazione compiuta da Billè è stata quella che ha portato all’acquisto dell’immobile in via Lima a Roma, anche questo sotto sequestro. 60 milioni per un palazzo di sei piani ai Parioli. 39 pagati in anticipo a Stefano Ricucci che successivamente l’immobiliarista ha utilizzato per la scalata Rcs. Ma l’affare dell’immobile potrebbe rivelarsi una leggera brezza. La tempesta potrebbe scatenarsi su un altro fronte. Perché, secondo fonti interne a Confcommercio, a beneficiare del fondo del presidente potrebbero esserci anche altre persone al di fuori dell’associazione.

                      Il fondo del presidente sarà al centro dell’assemblea di oggi. Che si preannuncia infuocata. L’ala che si contrappone, che ieri a Roma si è ritrovata presso un ristorante in via dei Gracchi, a Billè, quasi tutto il nord e il centro, non voterà il bilancio proprio «perché – secondo Giovanni Bort, dell’Ascom di Trento – non contiene il fondo del presidente». Inoltre potrebbe essere presentata anche una mozione per chiedere le dimissioni di Billè, che si è solo auto sospeso.

                        Comunque l’assemblea, che si svolgerà nella sede di piazza Belli, vivrà tre fasi. La prima è l’elezione del presidente dell’assemblea stessa. Che con tutta probabilità sarà Carlo Sangalli. La seconda è la nomina di un reggente (per 90 giorni). Si fa il nome di Bruno Bedetti, presidente onorario dell’Ascom di Ancona attualmente presidente dei probiviri. A lui non spetterebbe la gestione, affidata a tre o quattro amministratori. La terza fase è il rinnovo. L’assemblea si dovrebbe chiudere con la convocazione di una nuova assise per l’elezione del sostituto di Billè. Sembra certo la candidatura di Giorgio Guazzaloca, l’ex sindaco di Bologna ora all’Antitrust. Ma in 3 mesi tutto può succedere.