“ConfCom” Al vaglio dei magistrati i fondi extra-bilancio

04/01/2006
    sabato 31 dicembre 2005

    PRIMO PIANO – Pagina 6

    Confcommercio

      Al vaglio dei magistrati i fondi extra-bilancio

        Vincenzo Chierchia

        ROMA – I magistrati capitolini vogliono arrivare all’interrogatorio di Sergio Billè, presidente uscente di Confcommercio, con un quadro chiaro e aggiornato sulla gestione dei fondi extra bilancio. L’appuntamento è fissato al momento per il 5 gennaio e saranno presenti i pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli ma negli ambienti della Procura di Roma viene accreditato come possibile uno slittamento al 9 gennaio affinchè sia presente anche il procuratore aggiunto Achille Toro.

        In questi giorni i finanzieri del Nucleo valutario hanno continuato a vagliare i documenti sequestrati il 19 dicembre e soprattutto a scandagliare i contratti di consulenza e gli eventi organizzati negli ultimi cinque anni dalla Confederazione e finanziati attraverso l’Egap ossia l’ente pagatore delle risorse extra bilancio che costituivano il cosidetto «fondo del presidente».

        I riflettori sono accesi sulle collaborazioni a giornali e riviste legate alla Confederazione, così come ai seminari di Cernobbio promossi insieme allo Studio Ambrosetti e nei quali sono intervenute personalità dell’economia, della politica e della comunicazione.

        L’intento è incrociare i dati sulla gestione dei fondi extra bilancio, una quindicina di milioni l’anno oltre a uno stock accumulato di una settantina di milioni di euro, sugli effettivi beneficiari in rapporto alle delibere o alle decisioni di Confcommercio che nel tempo hanno disciplinato, per esempio, i compensi alla dirigenza. Secondo indiscrezioni sarebbero poi sotto esame anche alcune operazioni finanziarie realizzate in ambito Confcommercio, tra cui l’accordo con la Bat ( British american tobacco) che ha portato nel 2003 l’Axiter a partecipare all’operazione per rilevare l’Eti.

        Il terzo fronte sul quale gli investigatori stanno riflettendo è costituito da una serie di intercettazioni e riscontri emersi nel corso delle indagini dei magistrati di Milano sul caso Fiorani-Bpi-AntonVeneta e trasmessi a Roma, nei quali ci sono riferimenti a incontri e contatti tra l’immobiliarista Stefano Ricucci, Billè e Giampiero Fiorani con riscontri relativi a contatti in merito alla gara per gli immobili dell’Enasarco, la cassa di previdenza degli agenti di commercio, che ha un patrimonio valutato 3,2 miliardi.

        In parallelo a Palazzo Belli, sede storica della Confederazione dei commercianti, il reggente Carlo Sangalli, dopo l’autosospensione di Billè, ha incaricato la PriceWaterhouseCoopers di essere l’advisor finanziario di Confcommercio. Il bilancio 2005 della Confederazionedeve essere completamente riformulato e sarà inviato all’approvazione del Consiglio Confederale il 20 gennaio per poi passare al vaglio dell’assemblea il 30 gennaio. La novità sostanziale è che conterrà tutti i fondi che affluiscono alla Confederazione, per cui le entrate correnti passeranno da 27 a circa 47 milioni di euro. Si sta poi valutando l’impugnativa dei contratti finalizzati all’acquisto dell’immobile di Via Lima 51, una operazione costata finora 39 milioni di euro (sequestrati poi all’immobiliarista Stefano Ricucci sotto forma di azioni Capitalia presso la Bpi di Milano) ma mai ratificata dagli organi di Confcommercio.

        Il confronto sulla riorganizzazione si sta allargando. L’obiettivo è di rivedere il sistema degli organi confederali per evitare che in futuro Confcommercio possa essere scossa nuovamente da bufere giudiziarie come quella che ha recentemente visti indagati Billè e altri 12 alti dirigenti per la gestione dei fondi extra bilancio di cui gli organi confederali erano all’oscuro. In secondo luogo si sta riflettendo sulla semplificazione della struttura di società (finanziarie, immobiliari e di servizi) che fanno capo alla Confederazione dei commercianti. «Bisogna evitare che si ripetano situazioni come quella di oggi – commenta Piero Blondi, segretario di Confcommercio Emilia-Romagna -. D’ora in avanti ci vuole una governance pienamente trasparente e al tempo stesso una struttura snella e fortemente decentrata sul territorio perché l’Italia ha imboccato da tempo la via federalista, mentre Confcommercio è rimasta arroccata su una organizzazione che andava bene trent’anni fa. Bisogna recuperare il rapporto con il territorio e far sì che non ci sia più una gestione fuori controllo».

        Sta intanto partendo in sordina la gara per la presidenza. Voci insistenti accreditano le dimissioni di Giorgio Guazzaloca (ex avversario di Billè nel 1995) da commissario antitrust per una nuova sfida alla poltrona di Piazza Belli.