Concorrenza alla «Biagi»

06/12/2004

    sabato 4 dicembre 2004
    sezione: ITALIA LAVORO pagina 20

    MERCATO DEL LAVORO Regioni in campo per predisporre interventi paralleli
    Concorrenza alla «Biagi»
    Allo studio dell’Emilia Romagna incentivi alle imprese per l’assunzione dei precari
    S.U.

      MILANO • Concorrenza istituzionale sul mercato del lavoro. Dopo l’approvazione della legge Biagi, che ha ridisegnato la normativa in materia di occupazione, anche le Regioni infatti si preparano a predisporre una serie di interventi. In molti casi si tratta di iniziative parallele che fanno per lo più leva sul sistema degli incentivi. Battistrada l’Emilia Romagna, seguita da Liguria e Umbria.

      L’Emilia Romagna ha presentato un progetto di legge, «Norme per la promozione dell’occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro», che prevede assegni formativi per i lavoratori e incentivi alle imprese, ma anche assegni di servizio, misure per sostenere l’occupabilità e la stabilizzazione delle condizioni di lavoro. I destinatari • di queste misure sono soprattutto lavoratori a forte rischio di precarietà. Donne, ad esempio, per le quali il progetto di legge propone la concessione appunto di assegni di servizio, ovvero contributi per poter acquistare quei servizi (baby sitter e assistenti familiari per genitori anziani) che sarebbero in caso contrario obbligati a svolgere in prima persona, rinunciando così al lavoro fuori casa.

      Ma non solo, l’intervento normativo della giunta, guidata da Vasco Errani, si rivolge pure ai lavoratori che hanno alle spalle un lungo percorso di precariato o ai lavoratori immigrati, predisponendo bonus per la formazione o comunque interventi destinati alla stabilizzazione. Un pacchetto complesso di iniziative che di fatto sceglie una strada alternativa, per l’inserimento occupazionale, a quella tracciata dalla legge Biagi. «Noi ci siamo mossi — spiega l’assessore regionale al lavoro, Mariangela Bastico — nell’ambito delle competenze e delle prerogative che ci dà la Costituzione. In questo senso non possiano non applicare una legge nazionale. Ecco perché abbiamo espressamente indicato nel primo articolo la volontà di non toccare tutta la parte relativa ai nuovi contratti. Allo stesso modo — continua — non abbiamo alcuna intenzione di fare uno Statuto dei lavori per l’Emilia Romagna. Abbiamo solo pensato di predisporre degli strumenti di politica attiva che vanno nell’ottica della stabilizzazione». Tra le novità anche la scelta di prevedere requisiti «più selettivi» per l’accreditamento dei servizi all’impiego. «Abbiamo alzato l’asticella della qualità rispetto alla legge nazionale», sottolinea Bastico.

      Nuove regole in arrivo anche per i collaboratori coordinati e continuativi della Liguria. Il gruppo regionale dei Ds ha infatti presentato un progetto che prevede la concessione di finanziamenti, attraverso il meccanismo del credito di imposta, alle aziende che assumeranno lavoratori precari. L’obiettivo è stabilizzare 3mila posti di lavoro. Una «ricetta» dell’opposizione che però non dispiace alla maggioranza. «Non ci dispiace — chiarisce l’assessore al Lavoro, Nicola Abbundo — perché anche noi abbiamo presentato una legge-quadro che fissa linee di intervento al fine di trasformare elementi di flessibilità in elementi di stabilità. L ‘iniziativa dei Ds rappresenta solo una parte della nostra legge».

      Confronto aperto infine in Umbria dove, in particolare, la provincia di Perugia punta a potenziare i servizi dell’impiego nel tentativo di rafforzare le sicurezze per i precari. Un’azione che in questo caso parte esplicitamente da un atteggiamento critico nei confronti della Biagi.