CONCLUSO IL WORLD SOCIAL FORUM

15/02/2011

15 febbraio 2011

Concluso il WORLD SOCIAL FORUM

Si è concluso ormai da qualche giorno il World Social Forum, un’importante esperienza internazionale alla quale la Filcams ha partecipato con due rappresentanti. Alfred il nostro delegato camerunense della Filcams di Firenze racconta l’ultimo giorno ed esprime un “desiderio”:

“La nostra ultima giornata al WSF di Dakar fu il giovedì 10 febbraio 2011, non certamente la conclusione del lavoro sul social forum ma soltanto la data del ritorno in Italia della Filcams, dovevamo prendere l’aereo alle ore 23h30, quindi abbiamo avuto il tempo di fare gli ultimi workshop del social forum.
Una delle discussioni importanti di quel giovedì è stata legata al problema dell’immigrazione e specificamente dei diritti.
Non è cosi facile affrontare questi problemi, soprattutto al social forum: l’immigrazione è un problema che riguarda gli UOMINI, e affrontarlo qui è analizzare e comprendere le difficoltà, le difese e le problematiche di ogni singolo paese e persona. L’oggetto della giornata era di arrivare a decidere insieme e a livello globale la data dedicata ai diritti del migrante: scegliere fra il primo marzo, ricordando l’ultimo giorno dello sciopero dei migranti al livello mondiale ricordato come “GIORNO SENZA IMMIGRATI”, e il 18 dicembre, come deciso al convegno sul tema dell’immigrazione a Quito in Ecuador. Finalmente è stato deciso la data del 18 Dicembre, quindi dobbiamo attivarci al massimo in modo da poter coinvolgere non solo tutti migranti presenti nel territorio ma anche i cittadini italiani poiché la manifestazione sia ricca con elevata partecipazione ma anche colorata di multi etnicità.

All’incontro del giovedì pomeriggio era presente il sindacato greco che segnalava lo sciopero della fame dei 300 immigrati in Grecia per rivendicare il permesso del soggiorno.
Interessante anche l’intervento dell’organizzazione BRAC, che ha sede in Bangladesh: ci è stato spiegato il lavoro che stanno facendo sull’informazione e la formazione ai migranti, per potere incidere economicamente e civilmente non soltanto nel paese di destinazione, ma anche nei confronti di chi si reca in Bangladesh per turismo, insegnando il rispetto per i valori ecologici e ambientali, in modo da lottare al meglio contro le sfruttamento eccessivo delle risorse naturali.
BRAC fa un lavoro di immigrazione pulita , cosiddetta “SAFE IMMIGRATION”, metodo che secondo me è da prendere sul serio : proporrei di cercare di capire meglio il loro lavoro e esportarlo se necessario nei paesi dove BRAC non è ancora presente.
Spero, riprendendo le parole di Giuliana Mesina, che questo “Cantiere aperto” e continuamente in elaborazione arriverà a produrre i frutti ben maturi che possano rendere il mondo senza frontiere, dove io potrei vivere dove voglio, quando voglio, dove la scelta sarà mia e soltanto mia, e non legata a una carta chiamata permesso di soggiorno. Quel giorno sarà realizzata l’idea del gruppo “UTOPIA ” presente al WSF di Dakar …e ciòè :
Pour un Passeport de Citoyennete Universelle.”