Concertazione rinviata a settembre

20/07/2004




martedì 20 luglio 2004

Pagina 25 – Economia

L´esito dell´incontro a tre dopo lo strappo della Cgil. Non ci saranno nuove riunioni estive tra sindacati e Confindustria
Concertazione rinviata a settembre
Vertice tra i leader sindacali. Montezemolo: ci vorrà tempo

ROMA – Tutto rinviato a settembre. Tra Confindustria e sindacati non ci sarà – salvo sorprese – un nuovo incontro prima della pausa estiva per tentare di rilanciare la concertazione. Lo strappo della Cgil, che la scorsa settimana ha abbandonato il tavolo del negoziato perché indisponibile ad affrontare subito la riforma del sistema contrattuale, non è ricucibile in tempi stretti. Ovviamente non ci sarà nemmeno un documento comune tra gli industriali e i sindacati sulle politiche industriali da consegnare al governo in vista del prossimo Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef).
Ieri, in un vertice pomeridiano, i tre leader sindacali Guglielmo Epifani (Cgil), Savino Pezzotta (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil) hanno preso atto delle differenze che permangono. Probabilmente – come ha detto sempre ieri il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo – «il tempo stempererà le diffidenza». Ma ora, se non le diffidenze, tra i sindacati restano le diverse impostazioni. Nella breve riunione Pezzotta, con il consenso di Angeletti, ha proposta di far partire la trattativa con la Confindustria sui contratti a dicembre, anziché a settembre. Ma Epifani ha ribadito il suo schema: prima un accordo tra i sindacati, poi il confronto con le controparti senza alcuna data. Né i segretari della Cisl e della Uil hanno accettato la proposta della Cgil di separare la riforma del sistema contrattuale dalle questioni di politica industriale. Le due cose – per Angeletti e Pezzotta – non sono scindibili. Due strade, dunque, per ora inconciliabili. E Pezzotta non ha nascosto la sua «profonda delusione»: «Stiamo perdendo un´occasione. Ne prendo atto, ma non sono soddisfatto».
La riunione a tre è comunque servita a non esacerbare i rapporti sindacali. «Tra Cgil, Cisl e Uil – ha detto così Epifani – sono stati compiuti importanti passi in avanti. Abbiamo lavorato per rasserenare il clima tra confederazioni e tra di noi perché in una fase come questa c´è la necessità di mantenere i nostri rapporti il più possibile unitari. Ci siamo dunque spiegati un po´ meglio sulle nostre posizioni, perché a un rapporto unitario con c´è alternativa». Epifani ha quindi proposto di far iniziare il lavoro della commissione unitaria con Cisl e Uil sugli assetti contrattuali. Si vedrà a settembre.
Anche l´altra parte, la Confindustria, punta a ristabilire di nuovo un clima positivo. Montezemolo ha prima ricordato che «la concertazione si fa in tre, e anche il governo deve fare la sua parte» e poi ha ribadito che «il dialogo è un metodo, ma è anche una questione di rispetto, una dimensione culturale. Ognuno – ha aggiunto – deve fare la sua parte, ognuno deve tornare a fare il suo mestiere».
Ieri la segreteria della Cgil ha fatto il punto con le strutture di categoria e con quelle territoriali. La linea di Epifani è stata largamente condivisa anche se il giudizio della Fiom è ancora più duro nei confronti della Confindustria. «Tra D´Amato e Montezemolo – ha detto il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi – c´è una sola differenza: D´Amato voleva spaccare la Cgil dalla Cisl e dalla Uil; Montezemolo vuole spaccare la Cgil».
(r. ma.)