Concertazione, la seconda chanche

12/10/2004


           
           
           
          Numero 244, pag. 7
          del 12/10/2004
          Autore: di Teresa Pittelli
           
          Concertazione, la seconda chanche
           
          Oggi il presidente di Confindustria e i leader di Cgil, Cisl e Uil tenteranno di riaprire il confronto.
          Si riparte dagli obiettivi della competitività e dello sviluppo
           
          La concertazione tra industriali e sindacati riparte dall’obiettivo sviluppo. Un tema che aveva già riunito le parti intorno a un tavolo, lo scorso luglio, per un primo confronto poi troncato quasi subito dall’abbandono del campo da parte della Cgil, riluttante ad aprire la porta anche alla discussione sul rinnovo del modello contrattuale. Oggi il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, e i leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, ci riprovano. E nel corso della prima riunione a quattro dopo quella della rottura, tenteranno di riannodare le fila del confronto, e stileranno l’agenda degli argomenti da affrontare. Cominciando dai temi che mettono tutti d’accordo, e che sono considerati dalle parti sociali anche più urgenti, visto l’approdo in parlamento di una Finanziaria che scontenta gli uni e gli altri. Si parlerà quindi innanzitutto di competitività, e cioè degli strumenti attraverso i quali sostenere lo sviluppo, come gli incentivi all’innovazione, ma anche la fiscalità di vantaggio, a favore delle regioni del Sud.

          L’annosa questione della revisione della contrattazione, invece, arriverà in seconda battuta. Dal vertice a quattro, però, dovrà emergere la decisione sui tempi di avvio del confronto: se a partire da gennaio, come vogliono la Cisl e gli industriali, oppure più genericamente al termine del dibattito interno tra Cgil, Cisl e Uil, come invece chiede la Cgil. Le posizioni delle confederazioni, per quanto ammorbidite, sono ancora distanti. La Cisl di Savino Pezzotta, infatti, è la più determinata a chiedere di fissare una data per l’inizio del confronto sindacati-industria sulla riorganizzazione del modello contrattuale, che nel disegno di via Po va rivisto accentuando il peso della contrattazione di secondo livello, e alleggerendo il contratto nazionale che dovrebbe rimanere solo come ´cornice di garanzia’.

          All’estremo opposto la Cgil, da sempre più chiusa in difesa delle prerogative del contratto nazionale, inteso come l’unico in grado di assicurare la certezza e l’omogeneità dei diritti dei lavoratori su tutto il territorio. Epifani, alle prese con l’opposizione interna, insiste invece sulla necessità di trovare prima un accordo unitario interconfederale, e solo in un secondo momento aprire la discussione con viale dell’Astronomia. In una posizione più attenuata rispetto alla Cisl, infine, c’è la Uil, che comunque concorda sulla necessità di rivedere il modello in senso più decentrato e di aprire un tavolo di discussione quanto prima.

          Sull’unità tra i sindacati pesa anche l’esito del confronto sui metalmeccanici, dal quale però neanche ieri si è registrato alcun passo in avanti. La riunione tra Fiom, Fim e Uilm per tentare di elaborare una piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto si è conclusa con un nuovo aggiornamento del confronto. I tre segretari, infatti, hanno deciso di rimandare ogni decisione in vista della consultazione delle tre segreterie con i rispettivi organismi dirigenti (oggi comitato centrale per la Fiom, domani direzione Uilm e il 14 esecutivo per la Fim).

          Nel merito la discussione è arenata sia sulle richieste da presentare agli industriali, sia sulle regole democratiche, cioè sulla consultazione referendaria dei lavoratori in ordine agli accordi e ai contratti chiesta dalla Fiom. Ma che non convince Cisl e Uil. ´Rimangono differenze di opinione ma riconfermiamo la volontà di un’ulteriore ricerca di convergenza’, ha detto Giorgio Caprioli, segretario generale della Fim, mentre Gianni Rinaldini, leader della Fiom, ´in questa fase delicata del confronto’ ha preferito tacere. Lo ha fatto al posto suo il segretario nazionale Giorgio Cremaschi, che ha confermato lo stallo ma ha sottolineato che ´presto finirà perché dal comitato centrale della Fiom verrà un forte impulso ad accelerare’. Il più ottimista è sembrato Antonino Regazzi, leader della Uil, che ha sottolineato l’esistenza di ´una sintonia importante sull’obiettivo di fare un contratto nazionale, e sulla necessità di organizzare il contratto e non l’intero mondo’. (riproduzione riservata)