«Concertazione», e piovono i fischi

08/11/2002



08 Novembre 2002







 

«Concertazione», e piovono i fischi
La Confederazione europea dei sindacali esordisce a una conferenza del movimento. E viene (civilmente) contestata

ALESSANDRO MANTOVANI
INVIATO A FIRENZE
Quando ha pronunciato la parola «concertation» dalla sala si sono levati i primi, timidi fischi. Quando poi ha rivendicato i principi dell’«économie sociale de marché» mancava poco che venisse giù l’anfiteatro del Palacongressi. Perché la contestazione alla signora Maria Elena André, membro della segreteria della Confederazione europea dei sindacati, è stata civile, garbatissima: fischi e "buu" come a teatro. Eppure è stata netta. André, portoghese, parlava alla conferenza su «Sindacati e movimenti». Una presenza importante, la sua, anche se non era il numero uno Emilio Gabaglio né l’annunciato vicepresidente Jean Lapeyre: mai prima d’ora il dialogo con il movimento no global si era spinto a tanto. Ma la platea – settecento militanti e dirigenti sindacali di tutta Europa che nonostante le difficoltà di traduzione non perdevano una parola – non ha gradito. «Sono qui – ha detto in francese André – con spirito di apertura, per un dibattito pluralista tra movimento e sindacato, sapendo anche che ciascuno manterrà la propria autonomia. La nostra divergenza riguarda l’Europa perché noi siamo convinti che l’Ue possa essere un contrappeso alla globalizzazione. Perché c’è il mercato libero ma anche le istituzioni politiche. Movimenti e sindacati hanno obiettivi comuni, o almeno non contrapposti». Non è bastato. Né alla platea né agli oratori. Prima di André aveva parlato Carla Casalini del
manifesto, chiamata a coordinare il dibattito, e aveva attaccato il leader della Ces Gabaglio – che viene dalla Cisl italiana – per la giravolta sull’articolo 18: all’inizio il sostegno incondizionato a Cgil, Cisl e Uil, poi il voltafaccia quando la Cgil è rimasta sola. Per André non è vero: «Non posso accettare che sia messo in discussione l’appoggio della Ces ai sindacati italiani contro Berlusconi». Più dura Annick Coupé della confederazione francese Solidaires, nata attorno ai sindacati Sud dei servizi pubblici: alla Ces ha rimproverato, tra l’altro, il sostegno alla Carta di Nizza e all’attuale progetto della Convenzione guidata da Valéry Giscard d’Estaing. In risposta André ha concesso solo l’annuncio di «una campagna per aprire il dibattito sulla Convenzione», ribadendo però la linea concertativa della Confederazione, che non essendo eletta da alcuno trae la propria legittimazione esclusivamente dalle istituzioni comunitarie. Subito dopo ha parlato Piero Bernocchi: dal portavoce dei Cobas un altro attacco alla Confederazione europea, accusata di aver co-gestito precarizzazione e flessibilità. Bernocchi ha proposto anche uno sciopero europeo contro la guerra.

Nel primo pomeriggio il workshop organizzato dalla sinistra Cgil «Cambiare rotta» ha messo a confronto rappresentanti di tradizioni sindacali diverse ma capaci di individuare percorsi comuni, da Coupé di Sud-Solidaires – la cui esperienza è strettamente legata ai movimenti dei disoccupati e ad Ac! (Agir contre le chomage) – a Stephen Krull e Heinz Birnbaum dell’Ig Metall, da Pat Sikosvski (Rmt, trasporti britannici) e Javier Doz (Comisiones obreras) a Gian Paolo Patta (Cgil). Tema: la ripresa delle lotte negli ultimi mesi in Europa. Tre piani sotto, Cobas, SinCobas e Cub incontravano i sindacalisti comunisti greci, i baschi del Lab e ancora Sud-Solidaires nel seminario sul «Sindacalismo antiliberista».

Un documento sottoscritto dai relatori del primo incontro sottolinea il «rinnovato protagonismo di ampi settori sociali» che «si scontra con un processo di costruzione europea fondato sulla centralità del mercato e della moneta, incapace di rispondere alle domande di giustizia sociale, nuova cittadinanza e pace largamente presenti tra i popoli d’Europa». I sindacati e le correnti rappresentate si impegnano a costruire risposte comuni su tre temi: «Lo sviluppo dell’agibilità e dei diritti sindacali nelle imprese transnazionali; il coordinamento dell’iniziativa sindacale di categoria; l’appuntamento del 2004 con l’allargamento dell’Ue e la discussione sulla definizione della Carta costituzionale europea», che non può essere «delegata a ristretti circoli di potere. Occorre che si il risultato di un largo e profondo percorso di partecipazione democratica e popolare».