Concertazione, Campania apripista

12/01/2005

    mercoledì 12 gennaio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 17

    Prima intesa Confindustria-parti sociali
    dopo la firma del «Progetto Mezzogiorno»
    Concertazione, Campania apripista

    NAPOLI • Sulla concertazione è in pole position. La Campania, dopo il Progetto Mezzogiorno firmato il 2 novembre scorso tra Confindustria e sindacati, è la prima regione a siglare un patto per il rilancio dell’economia, coinvolgendo nella concertazione soggetti che nel documento romano non compaiono: a partire da quelli istituzionali, come la Regione e l’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani).

    Il patto, promosso dal tavolo di concertazione guidato da Andrea Cozzolino, consigliere regionale delegato ai rapporti con le parti economiche, e in linea con "l’intesa sullo sviluppo" firmata di recente dagli industriali di Napoli con Cgil, Cisl e Uil, è stato siglato ieri mattina nella sede della Regione Campania. L’obiettivo è promuovere la crescita, lo sviluppo e il welfare puntando su ricerca, innovazione tecnologica in tutti i settori produttivi, alta formazione, politiche di inclusione sociale e di contrasto all’illegalità.

    Nell’immediato, tuttavia, e nelle parole del governatore Antonio Bassolino, «la priorità è avviare una nuova e autonoma attuazione del Progetto Mezzogiorno per contribuire da subito al confronto tra Governo e parti sociali che si aprirà tra breve nella Capitale sul tema della competitività e procedere poi a inaugurare un new deal per la nostra più grande risorsa: le generazioni future». Ma è la concertazione allargata il tratto caratterizzante questo patto che si articola in 20 punti e riunisce 25 organizzazioni del mondo produttivo, economico, sociale, ambientalista e del Terzo settore. L’intesa prevede, inoltre, l’istituzione di una cabina di regia che riunisca gli assessorati competenti nei settori dello sviluppo e le risorse destinate agli investimenti. Attribuisce poi all’Osservatorio economico e sociale il monitoraggio sull’integrazione operativa e la coerenza tra le politiche regionali e la loro concreta attuazione. Su tutto, infine, in funzione propositiva e di "supervisori", le varie anime del patto, pronte a fare azione di pressing sugli attori delle scelte programmatiche. Tra fine gennaio e inizio febbraio il primo incontro di questo tavolo allargato che nel programma dei cento giorni ha un impegno non da poco. Partecipare attivamente alle scelte sulla riprogrammazione del Por, Piano operativo regionale, nella speranza che «nuove e consistenti risorse vengano stanziate fino al 2013 e che ai fondi europei — ha detto Bassolino — si aggiungano risorse nazionali crescenti e cumulabili con maggiori investimenti privati».

    Solo così, «facendo massa critica tra tutte le risorse disponibili — ha continuato il governatore — possiamo affrontare e vincere la sfida di una crescita campana maggiore della media nazionale». E partendo dall’Europa, «promuovere — ha aggiunto il presidente di Confindustria Campania, Tommaso Iavarone — la valorizzazione di idonei strumenti della fiscalità di vantaggio con cui attrarre al Sud investitori nazionali ed esteri».